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10.11.2017

La nuova pista di atletica
chiusa per i troppi abusi
«Manca un regolamento»

La pista di atletica dello stadio «Turina»: troppi utilizzi impropri
La pista di atletica dello stadio «Turina»: troppi utilizzi impropri

Polemiche a Salò per la nuova pista di atletica allo stadio «Lino Turina». Inaugurata a fine aprile, e costata 334 mila euro, di cui il 50% grazie a un contributo a fondo perduto della Regione, in questi mesi ha richiamato un sacco di gente che non indossava le scarpette, e aveva tutt’altri obiettivi: chi correva in bicicletta, chi faceva volare i droni, chi portava i bebè sul passeggino.

«Non era possibile andare avanti così - ha spiegato l’assessore allo sport Aldo Silvestri, rispondendo a una interrogazione di Stefano Zane, area Pd -. Se capita un incidente, il Comune può incorrere in guai penali. È stata persino disputata una gara senza che ne sapessimo nulla». Da qui la decisione di chiuderla, in attesa di stabilire delle regole precise.

«Ho incontrato le quattro società che svolgono l’attività con i loro iscritti: Robur Barbarano, Runners Salò, Garda Running e Canottieri, che ha allestito una squadra di triathlon. Dovrebbero impegnarsi a tenere a turno un loro addetto durante gli orari di apertura. Senza dimenticare che occorre un defibrillatore anche per un semplice allenamento. Viste le cifre spese, e le responsabilità, stiamo stilando un regolamento, così da utilizzare l’impianto in modo civile. Sarà possibile entrare solo con una tessera, e muniti di un certificato medico di buona salute».

Zane ha chiesto che l’accesso sia consentito pure a quanti vogliono correre per il proprio benessere, senza essere iscritti a una società.

REALIZZATA negli anni ’90, la pista aveva un manto in gomma di colore rosso, spessore 12 millimetri. A distanza di circa 25 anni dalla posa in opera, i fenomeni di deterioramento, distacco e sollevamento hanno obbligato al restyling. Il nuovo fondo, di colore azzurro, è in resina poliuretanica, un materiale ad alta resistenza, sia ai raggi Uv che agli agenti atmosferici.

C’è poi un altro nodo da risolvere: riguarda l’omologazione da parte della Federazione di atletica. Per ottenerla, e poter organizzare meeting a livello nazionale, bisogna collocare determinate attrezzature. La gara per la fornitura del necessario se l’è aggiudicata la ditta bergamasca Sportissimo, che ha formulato la migliore offerta. L.SCA.

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