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13.08.2017

Nuova Tassoni, tutto da rifare:
due anni di ritardo per un tubo

L’interno della Tassoni: l’ampliamento dovrà attendere
L’interno della Tassoni: l’ampliamento dovrà attendere

Sul cammino della Tassoni di Salò c’è un tubo di 20 metri che ne blocca i progetti di investimento.

Qualche anno fa gli amministratori della storica azienda produttrice di liquori, sciroppi e bevande avevano pensato di cedere il marchio (la Cola Cola era in prima fila per acquistarlo) e di chiudere l’attività, tanto da far inserire nel Piano di governo del territorio la possibilità di trasformare lo stabilimento in un comparto residenziale, commerciale e direzionale.

IL TIMORE sul futuro è però svanito quando l’azienda ha detto di voler rimanere, e di essere intenzionata a effettuare una riorganizzazione interna e una riqualificazione dei fabbricati. Intende infatti realizzare una superficie interrata pari a 380 metri quadri destinata a magazzino, da collegare ai due locali già esistenti; rifare una parte dell’edificio adibito a spazio espositivo; creare un nuovo ingresso in viale Marco Enrico Bossi 7 riservato agli automezzi (da tre a cinque camion al giorno); ripavimentare parte del piazzale interno, attualmente ancora in ghiaia, al fine di eliminare le polveri.

L’investimento, di 750 mila euro, comprende anche il rinnovo dei macchinari. In febbraio il progetto ha ottenuto il via libera dalla conferenza dei servizi. Se non che è emerso un intoppo, rappresentato da una conduttura sotterranea imprevista.

«NELLA VALUTAZIONE ambientale strategica - ha spiegato in Consiglio il segretario generale del Comune Giuseppe Iovene - bisogna affrontare i problemi di tipo ambientale. Ebbene, in tale sede è emerso che sotto il fabbricato della Tassoni esiste un rio, da sempre intubato, che scende dalla via Belvedere e poi riconfluisce in via Bezzecca. Essendo inserito nel nostro documento del reticolo idrico minore, la Sede territoriale della Regione (Ster) ha ritenuto necessaria una procedura amministrativa, per modificare il tracciato».

«Occorre spostare il tubo dell’80 di diametro dal sottosuolo al confine della proprietà. Roba fattibile in sette giorni. Ma il nostro non è un Paese normale, per cui sarà necessario trasmettere il nuovo tracciato alla Regione, ottenere l’ok, ritornare in Consiglio, aggiornare la Vas ed esaminare la variante al Piano di governo del territorio. E pensare che lo Sportello unico per le attività produttive è stato voluto dal Governo per accelerare le procedure inerenti gli aspetti urbanistici, commerciali e aziendali! Non si sa bene se la colpa è dei politici che fanno le leggi o dei funzionari che le applicano. Fatto sta che per una questione minima perderemo all’incirca due anni. Mi pare una cosa ridicola. Per un tubo di 20 metri», ha concluso Iovene.

LA TASSONI esporta in tutto il mondo. La mitica Cedrata rappresenta il 90% delle vendite: dalla linea automatizzata escono circa 200 mila bottigliette al giorno. Su un’altra linea, invece, sciroppi e liquori (10 mila bottiglie quotidiane). I dipendenti sono in tutto una trentina. Il fatturato: dieci milioni all’anno.

Sergio Zanca
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