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26.11.2017

Tavina, un gioiello da 400 milioni di bottiglie

Il rituale taglio del nastro con le autorità e i vertici industrialiIl nuovo impianto può produrre fino a 400 milioni di bottiglie all’anno
Il rituale taglio del nastro con le autorità e i vertici industrialiIl nuovo impianto può produrre fino a 400 milioni di bottiglie all’anno

C’erano i vertici dell’industria bresciana ieri a Cunettone di Salò per tagliare il nastro inaugurale del nuovo stabilimento della Fonte Tavina. Dopo la benedizione del parroco Gian Luigi Carminati, con una stola arcobaleno (che rappresenta «la perfezione della Creazione divina») hanno tagliato il nastro l’amministratore delegato Armando Fontana, il figlio Stefano, il neo presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti e il presidente degli industriali bresciani Giuseppe Pasini, l’assessore regionale Mauro Parolini e il sindaco Giampiero Cipani.

LA FABBRICA sorge su un’area di 28.512 metri quadri, a fianco della strada per Puegnago, è costata 28 milioni di euro e occupa 75 lavoratori. L’obiettivo è di raddoppiare la produzione, passando dai 190-200 milioni di bottiglie del vecchio stabilimento, che verrà dismesso a fine dicembre, a quota 400 milioni.

L’assessore Parolini ha espresso un auspicio: «Auguro all’azienda di continuare a crescere e di occupare spazi sempre più ampi di mercato. Stiamo assistendo alla ripartenza dell’economia, ma serve creare lavoro qualificato».

Il presidente Pasini ha elogiato la tenacia di Fonte Tavina: «Ci ha messo 11 anni per realizzare quest’opera, combattendo soprattutto contro la burocrazia - ha detto Pasini -. L’operazione è un atto di fiducia nei confronti del territorio. Se tutti fossero come Fontana, l’Italia intera avrebbe grandi prospettive».

Anche Bonometti si è congratulato: «L’impresa familiare, fatta dagli uomini e dalle donne che ci lavorano, ha valori e contenuti diversi da una multinazionale. Io gioisco per il coraggio, la fiducia, la lungimiranza dimostrati».

IL SINDACO Cipani ha ripercorso il cammino compiuto, «un percorso lungo, pieno di ostacoli. L’operazione avrebbe dovuto essere condivisa, e invece molti l’hanno contestata, ritenendola speculativa».

Infine Armando Fontana, il padrone di casa, ha spiegato: «Cinquant’anni fa abbiamo inaugurato la fabbrica vicino alle Zette, diventata col tempo inadeguata e ormai destinata al declino. La nuova ci consentirà di progredire. I miei tre capisaldi: la fede in Dio, la salvaguardia dei posti di lavoro, la famiglia».

Sergio Zanca
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