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25.11.2017

Una notte di 13 anni fa
il terremoto sul Garda

Sono trascorsi 13 anni dal terremoto del 2004 che ha provocato danni a 3.649 edifici privati, 183 pubblici (comuni, scuole, asili, ospedali), 315 chiese e 186 aziende del Garda bresciano e della Valle Sabbia, per 215 milioni di euro. La Regione Lombardia ha erogato contributi per 121 milioni, che hanno consentito (con l’aggiunta degli investimenti personali o familiari) di recuperare quasi tutti gli immobili. L’intervento pubblico più oneroso è stato il restauro del Palazzo comunale di Salò, con una spesa di tre milioni e 600 mila euro.

Nella notte tra il 24 e il 25 novembre 2004 una scossa di magnitudo 5,2 della scala Richter ha liberato una forza equivalente a 20 mila tonnellate di tritolo, con un’accelerazione tra 25 e 50 centimetri quadrati al secondo. L’epicentro rilevato fra Treviso Bresciano e il monte Spino, a una profondità di otto chilometri.

Nel golfo di Salò il lago si è innalzato, causando ondate anomali verso riva, che hanno provocato franamenti subacquei e la formazione di crepe parallele alla linea della costa. Registrati fenomeni di liquefazione del sottosuolo, con risalite di sabbie, inclinazione di due gradi della nuova passeggiata e un lieve slittamento di piazza Serenissima. Numerosi «i colpi» più leggeri dei giorni successivi, con punte di intensità tra 2,5 e 3, a testimonianza dell’assestamento delle faglie.

Ambulanze, mezzi dei pompieri e della Protezione civile sono subito entrati in azione (800 gli operatori scesi in campo). Mezz’ora dopo la scossa, la Prefettura di Brescia ha attivato il Centro coordinamento soccorsi. Ben 66 i comuni interessati, con almeno un edificio inagibile.

Particolarmente rilevanti i danni in alcune località come Pompegnino, Morgnaga e Campoverde. Per fortuna nessuna vittima, né feriti gravi. Ben 2.202 persone le persone dell’alto Garda (soprattutto Salò e Gardone Riviera) e della Valle Sabbia costrette ad abbandonare le loro case, poiché dichiarate inagibili. Molti sono poi tornati, altri hanno invece traslocato definitivamente. Ma c’è chi ha perso quanto aveva costruito in una lunga vita di lavoro e sacrifici. SE.ZA.

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