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12.07.2018

San Felice trattiene il fiato aspettando buone notizie

La luce in fondo al tunnel, chissà: presto per dirlo, ma al momento Ats non avrebbe programmato ulteriori analisi sui punti rete e sulla presa a lago dell’acquedotto di San Felice, per la ricerca specifica del Norovirus, e questo fa ben sperare nella direzione di un’eventuale revoca dell’ordinanza, non appena saranno pronti – forse già oggi, più probabile domani – i risultati degli ultimi prelievi, effettuati ieri mattina. Come da prassi, più volte ribadita dall’autorità sanitaria, non vi sarà alcuna revoca dell’ordinanza finché non saranno tre i referti negativi, in tre giorni consecutivi: circostanza che a oggi, dal 28 giugno, non si è mai verificata contemporaneamente in tutti i punti di prelievo che vengono monitorati. A QUANTO PARE (ma la notizia è ufficiosa) l’ultimo rapporto di prova risultato «non conforme ai valori di parametro» risale al 4 luglio, a seguito di prelievo dal punto rete di piazza Moniga (in pieno centro, vicino al municipio): in seguito sono stati effettuati prelievi anche venerdì 6 luglio, lunedì 9 e appunto ieri mattina. Certo la pazienza è al limite: sono già due settimane (dal 28 giugno, oggi è il quindicesimo giorno) che in tutto il paese è vietato il consumo per uso alimentare dell’acqua dell’acquedotto, per cui è vietato usarla per cucinare, per pulire o preparare i cibi, perfino per lavarsi i denti. Una situazione che dal 2 luglio scorso si è estesa anche a Manerba, per una decina di case di via Vallette, e dal 10 luglio (e non senza polemiche, con i residenti che si sono sentiti «dimenticati» dal Comune) anche per un’altra decina di famiglie, in via della Scala e in via San Felice: in entrambi i casi si tratta di situazioni di confine, e che riguardano solo quelle abitazioni che appunto sono servite (seppure in Comuni diversi) dall’acquedotto di San Felice. In paese intanto si continua a discutere dell’assemblea pubblica di lunedì, anche su Facebook (il termometro virtuale della piazza reale): tra i dati interessanti emersi quella sera sicuramente il fatto che dalle analisi sia emerso il genoma virale del Norovirus, «ma che non sappiamo – ha detto Fulgenzio Ferri di Ats – se è vivo o morto, e quindi se può creare problemi oppure no. Ma abbiamo comunque segnalato un allarme di quinto livello, il massimo, memori di quanto accaduto nel 2009», quando gli intossicati furono più di 2000. © RIPRODUZIONE RISERVATA

A.GAT.
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