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20.02.2018

A Toscolano 12 anni fa la sorgente dei miracoli era una bolla di sapone

La Villa romana a Toscolano: probabile una fonte termale lì vicino
La Villa romana a Toscolano: probabile una fonte termale lì vicino

Una dozzina d’anni fa si fece un gran parlare anche sul promontorio di Toscolano Maderno di una fonte d’acqua calda scoperta nei pressi della villa romana dei Nonii Arii. Anche perchè si sa che gli antichi romani andavano pazzi per le terme: la presenza dei resti archeologici era già di per sè un indizio. Ma dopo il clamore iniziale e i primi riscontri, finì tutto nel nulla. Per la precisione, la sorgente miracolosa era stata cercata (e forse trovata) qualche decina di metri a nord dei resti dell’antico edificio nobiliare, sui fondali nella zona del porticciolo di Toscolano vicino alla Madonna del Benaco. ERANO I TEMPI della Giunta guidata dall’allora sindaco Paolo Elena e all’epoca ci si chiedeva se i romani non avessero appunto edificato l’imponente villa proprio per l’esistenza di una sorgente termale. Le ricerche vennero commissionate (era il 2006) a un’impresa milanese esperta nel rilevare i gradi di temperatura di una determinata zona terrestre con i dati spediti dal satellite. Dopo qualche giorno di esami le risposte dei tecnici furono positive: indagini successive (così almeno si dice) permisero di stabilire che la portata di acqua calda fosse abbondante. SI SOGNAVA, con grande ottimismo, la nascita di un centro termale come quello di Sirmione, e nell’autunno di quell’anno il fenomeno fu posto sotto la lente d’ingrandimento degli studiosi. Due professori dell’Università di Bologna e della Cattolica di Brescia a bordo di un’imbarcazione munita di scandaglio, misurarono per settimane la profondità del lago in quella zona, valutando dai campioni di acqua tutte le caratteristiche di salinità, temperatura, densità, acidità, ossigeno disciolto, clorofilla alfa, azoto, fosforo eccetera. Le verifiche avrebbero dovuto stabilire anche e soprattutto se la quantità e il calore della sorgente d’acqua era costante. In caso di risposta affermativa si sarebbe potuto iniziare a ipotizzare l’utilizzo a scopo termale. Ma nei mesi successivi il clamore sulla vicenda andò via via diminuendo e a tutt’oggi il sogno della sorgente d’acqua calda è destinato a rimanere tale.

L.SCA.
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