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domenica, 18 novembre 2018

Frane sull’Alto Garda: un fenomeno che si ripete

La frana caduta sull’abitato di Campione nel 2014

Frane e Alto Garda: un fenomeno che si ripete da secoli in luoghi dalla bellezza straordinaria ma fragili dal punto di vista idrogeologico. Tra Toscolano Maderno e Riva del Garda, tutta la zona è ostaggio del pericolo frane e in balìa del rischio di alluvioni. Una platea di criticità portata alla luce dalla «fotografia» scattata dall’Ispra col rapporto sul Dissesto Idrogeologico in Italia basato sulle perimetrazioni effettuate da Autorità di bacino, Regioni e Province: eventi legati ai cambiamenti climatici e all’alto livello di urbanizzazione. IN TEMPI RECENTI si ricordano l’alluvione che colpì a Toscolano Maderno la valle delle cartiere (autunno 2014): acqua e fango invasero il centro di eccellenza di Maina Inferiore allagando le sale museali e la casa del custode. Per mesi la strada di accesso in valle rimase in ostaggio delle frane. Anche la zona dell’Amburana fu teatro di smottamenti: nel 2004 un masso cadde sulla gardesana fermandosi a mezzo metro da un’abitazione e nell’ottobre 2011 una dozzina di massi finirono contro una casa. Nell’inverno 2011 decine di metri cubi di roccia scivolarono tra Toscolano e Gargnano senza però investire le auto. Apprensione a Tremosine per la frana che cadde alle spalle del centro di Campione (novembre 2014): 20mila metri cubi di roccia si staccarono dalla falesia che sovrasta la frazione devastando l’autosilo interrato e provocando l’evacuazione dei fabbricati vicini. Un paio d’anni prima un’altra frana proveniente dalla valle del rio Brasa si spinse in riva al lago ostruendo l’accesso al nuovo depuratore costruito in galleria. Solo la realizzazione di un nuovo accesso dal lato nord del tunnel ha permesso all’impianto di tornare a funzionare a regime.