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19.01.2018

Il ponte levatoio
lascia a
bocca aperta

Il ponte levatoio, «aperto» a molti anni di distanza dall’ultima volta
Il ponte levatoio, «aperto» a molti anni di distanza dall’ultima volta

Sul promontorio di Toscolano la pista ciclo pedonale tra Fasano e la spiaggia del Vialone è momentaneamente interrotta (fino alla fine del mese) per i lavori di manutenzione al ponte levatoio. Si, proprio un ponte levatoio, anche se in verità in pochi oltre ai residenti sapevano di questa caratteristica del manufatto. Costruito nei primi anni Duemila alla foce del torrente di Toscolano per unire la passeggiata da villa Swarovski al lido degli Ulivi: la sua apertura automatizzata, che separa e solleva i due bracci per far passare le barche, non era mai stata messa in funzione. Un «evento» che finalmente, in questi giorni contribuisce a radunare tanti curiosi su entrambi i lati della passeggiata. Lungo una trentina di metri, il ponte intitolato nel 2013 a Josemaría Escrivá fondatore dell’Opus Dei, è costato 434 mila euro per un progetto finanziato per due terzi dal Municipio e un terzo della Regione. Realizzato in ferro verniciato di bianco, legno e acciaio, è costruito sul modello di quelli olandesi: si apre automaticamente utilizzando un semplice motorino. O meglio, si apriva in origine, poi il tempo e l’incuria hanno fatto il resto, rilegandolo alla stregua di un «semplice» ponte. In tanti osservandolo alzato adesso, si chiedono come mai all’epoca sia stata scelta questa caratteristica costruttiva. L’obiettivo degli amministratori in carica in quel periodo guidati dal sindaco Paolo Elena era essenzialmente di coniugare due esigenze: allargare in futuro la foce del fiume in modo da creare una darsena e soprattutto consentire il deflusso dell’acqua nell’eventualità di una piena. • L.SCA.

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