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07.12.2017

Libri al macero, bufera sulla biblioteca

Uno dei cassonetti riempiti con i libri «scartati» dalla biblioteca
Uno dei cassonetti riempiti con i libri «scartati» dalla biblioteca

Luciano Scarpetta Moltissimi libri della biblioteca comunale, per diversi metri cubi, sono finiti al macero come rifiuti. E a pochi mesi dalle elezioni amministrative a Toscolano Maderno, paese delle cartiere, la polemica sotto l’albero è alimentata proprio dalla carta. Per la precisione si tratta di quella scovata all’isola ecologica da alcuni militanti leghisti, che hanno notato l’altro ieri, in occasione di un conferimento, un container pieno di libri con il marchio della biblioteca comunale. COME MAI? Normale ricambio, anzi: «pratica normale di revisione e sfoltimento delle raccolte», precisa in una nota l’Amministrazione comunale. «Come in tutte le biblioteche - dicono dal Comune - questa attività è necessaria al fine di garantire l’efficacia informativa e qualitativa del patrimonio librario, sia dal punto di vista del contenuto (correttezza e aggiornamento dell’informazione), sia dell’aspetto fisico (libri puliti e integri)». «Lo scarto librario - continua la lunga nota esplicativa - viene effettuato secondo le linee guida dell’Ifla, International federation of library associations, Associazione italiana biblioteche, Provincia di Brescia e Sistema bibliotecario nord ovest bresciano, verificando il tasso d’uso della collezione e l’indice di circolazione dei libri (quanti prestiti ha fatto un determinato libro o da quanto tempo non viene preso a prestito). Il lavoro di revisione e scarto è svolto da personale qualificato con formazione biblioteconomica, affiancato da personale di Servizio civile, anche in vista del trasloco della biblioteca nella nuova sede». Ma non basta, perché restano di parere diametralmente opposto quello delle opposizioni: «È uno scandalo che l’amministrazione comunale - dichiara Giuliana Capuccini consigliere di minoranza - in procinto di far spendere ai cittadini 371 mila euro per spostare la biblioteca nel vecchio Comune, si permetta di disfarsi di oltre il 40% del patrimonio culturale di tutti, espresso in libri. Ci saremmo aspettati almeno che prima di questo scempio si fosse chiesto alle associazioni culturali, gli asili e le scuole se volevano entrarne in possesso o in alternativa predisporre una vendita ad una cifra simbolica da devolvere a una buona causa». •

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