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martedì, 17 ottobre 2017

Toscolano adotta un «nonno»
È l’organo Damiani del 1585

L’organo a canne Damiani, del 1585, «smontato» per il restauro (BATCH)

Si mobilità anche il mondo dell’arte per salvare dal tempo e dall’incuria il prezioso organo Damiani della chiesa Parrocchiale dei santi Pietro e Paolo di Toscolano.

Lo strumento ha quasi mezzo millennio: la data di nascita è il 1585. Per farlo tornare in perfetta efficienza servono 180mila euro, somma necessaria al delicato restauro che sarà coperta dai contributi della Conferenza episcopale per il 40%, dal Comune (8.000 euro all’anno per 5 anni) e da aziende, privati, fondazioni e associazioni.

PER LA NOBILE CAUSA domani sera l’associazione musicale Corale Santa Cecilia di Maderno in collaborazione con l’Unità pastorale di S.Francesco, il Comitato restauro organo di Toscolano e l’associazione culturale «Studio B» di Polpenazze, organizza non uno ma addirittura due iniziative musicali.

La prima alle 20.30 è prevista sul sagrato del Santuario della Madonna del Benaco (sul retro della Parrocchiale di Toscolano) con protagonista il Coro Monte Pizzocolo diretto da Laura Toselli. Al termine dell’esibizione, il trasferimento all’interno della chiesa Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo per assistere al concerto per pianoforte e l’esibizione dei pittori.

Durante il recital del pianista Gerardo Chimini accompagnato dalle voci femminili della corale Santa Cecilia diretta da Gianpietro Bertella, i pittori Sergio Riviera di Suzzara e Guglielmo Tonni di Sabbio Chiese, dipingeranno in estemporanea altrettanti quadri che verranno donati alla Parrocchia di Toscolano e messi all’asta per sostenere il progetto di restauro.

«SAREBBE MAGNIFICO - auspicano gli organizzatori - se al termine del concerto qualche appassionato d’arte o di musica, visto che tutto è finalizzato al recupero del prezioso organo, contribuisse al restauro acquistando direttamente le due opere pittoriche».

Nel frattempo l’altro ieri sono state ultimate dai tecnici del laboratorio Organaro di Bovezzo, Guido Galli e Matteo Pian, le delicate operazioni di smontaggio dell’organo del XVI secolo, pezzo davvero unico e prezioso nel panorama gardesano: si tratta infatti dello strumento a una tastiera più grande e quindi più versatile di tutta la sponda bresciana del lago di Garda. Al temine delle iniziative musicali, lunedì mattina tutta la componentistica (ora in visione al pubblico) sarà trasferita in laboratorio per essere restaurata e messa a nuovo nell’arco di 24 mesi. L.SCA.