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11.08.2018

Toscolano, scoppia la rivolta dei profughi

Lo striscione esposto dai profughi all’ingresso dell’ex albergo
Lo striscione esposto dai profughi all’ingresso dell’ex albergo

Sono stufi di vivere in condizioni disagiate nella struttura e vorrebbero essere trattati da esseri umani. Per questo motivo ieri mattina i 35 migranti ospitati all’ex albergo Tre Lampioni di Toscolano Maderno hanno inscenato una protesta pacifica davanti all’hotel. Verso le 9 un gruppo di loro ha appeso dalla terrazzina posta sopra l’ingresso un lenzuolo su cui erano scritte frasi eloquenti contro i gestori dell’edificio che a loro dire li avrebbero abbandonati nell’incuria. «AVETE PROMESSO tante cose - una delle frasi scritte - che non sono state fatte sino adesso, siete bugiardi. Il vostro staff è qui solo per fare soldi e basta. Siamo stati zitti fino adesso, ma voi vi mangiate la parola e fate il vostro business. Vergognatevi, siamo umani e non schiavi». Qualche passante ha avvertito Polizia e Carabinieri e poco dopo sul posto sono giunte delle pattuglie per controllare la manifestazione. In pochi minuti la situazione era sotto controllo e lo striscione ritirato. Dopo l’episodio il municipio ha contattato la Prefettura per essere informato sugli sviluppi. Tornata la calma rimane infatti palpabile la tensione all’interno della struttura, che ricordiamo, come anticipato da Bresciaoggi il mese scorso, entro fine anno dovrà essere sgomberata e gli occupanti trasferiti altrove. Questo per effetto della gara europea a procedura aperta per l’affidamento del «servizio di temporanea accoglienza di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale nell’ambito della Provincia di Brescia». Bando prefettizio nel quale è stato appunto escluso l’Hotel Tre Lampioni. Il motivo? La mancanza dei requisiti necessari nel contratto stipulato in tempi non conformi alla gara, dall’Hotel Tre Lampioni con l’Associazione Giardino Musicale. L’arrivo del primo gruppo di profughi a Toscolano Maderno avvenne nell’autunno del 2011 ad insaputa dell’allora sindaco Roberto Righettini. Si trattava di un gruppo di 13 giovani composto da nigeriani, ghanesi e ivoriani che aveva accettato di buon grado la destinazione sulla riviera a differenza di altri 13, anch’essi provenienti da Montecampione, che nello stesso periodo si erano rifiutati di scendere dal pullman che li aveva accompagnati ai 550 metri di quota di Navazzo a Gargnano. Altri ne arrivarono tre anni dopo grazie sempre alla disponibilità dell’Hotel Tre Lampioni e sempre «ad insaputa» del primo cittadino di turno, in questa occasione il sindaco Delia Castellini. Dopo il dissenso e la protesta dei militanti di Forza Nuova, protagonisti di un sit in a bordo Gardesana, proprio di fronte all’albergo nel settembre 2014, in questi anni la convivenza con i residenti si è limitata a «lavoretti» in collaborazione con il Comune (pulizia di strade e vialetti e volontariato in occasione di manifestazioni sportive), e nulla più. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luciano Scarpetta
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