CHIUDI
CHIUDI

11.01.2019

Trote lacustri «in bianco» La frega lungo il torrente è bloccata dalla siccità

Trote lacustri nel torrente Toscolano: poca acqua per  riprodursi
Trote lacustri nel torrente Toscolano: poca acqua per riprodursi

Per chi ha a cuore le sorti ecologiche del torrente Toscolano e della «regina» del suo ecosistema, l’argentea trota lacustre, questi sono giorni di passione per il protrarsi della siccità. IL CORSO D’ACQUA è rimasto una delle pochissime zone dove può avere luogo la stagione riproduttiva della varietà autoctona di trota del Garda, molto sensibile all’andamento meteo-climatico e soprattutto alle condizioni idrogeologiche. «Non piove praticamente da fine ottobre e af oggi le risalite dei pesci dal lago si contano sulle dita di una mano - ammette sconsolato Paolo Marai, dell’associazione locale Zps La Fario -. Nemmeno sul monte Baldo c’è la neve, è davvero una miseria. Anche lo scorso anno ci vollero le piogge di gennaio per salvare la riproduzione, speriamo possa accadere anche stavolta, altrimenti sarà una sciagura. Durante i sopralluoghi abbiamo monitorato solo un paio di letti di frega, c’è da preoccuparsi». QUESTI PESCI infatti, iniziano a radunarsi nei pressi della foce in autunno, ma imboccano il torrente solo in determinate condizioni. Agli esemplari di maggiori dimensioni la scarsa portata d’acqua rende difficoltosa la rimonta. Tutto ciò nonostante lo scorso anno sia stato realizzato l’ormai famoso progetto di riqualificazione ambientale con il contributo di Fondazione Cariplo dell’ammontare di 250mila euro per custodire la rete ecologica della trota lacustre tra il lago e il torrente di Toscolano. «Parliamo di esemplari di grossa taglia - spiega Marai - con lunghezze superiori ai 40-50 cm, a volte anche di 80-90, prevalentemente femmine. Le osservazioni e gli studi effettuati con il supporto scientifico dello studio di biologia Csba di Erba, hanno evidenziato che se i picchi di risalita si verificano durante le piene, la maggior frequenza di deposizioni si verifica invece nella fase “morbida” successiva. Le uova invece si schiudono dopo circa 45 giorni, ma il tempo è influenzato dalla temperatura dell’acqua. Poi i nuovi nati trascorrono solitamente i primi due anni nel torrente prima di spostarsi nel lago. Adesso però tutto rimane in stand by».

L.SCA.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1