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mercoledì, 18 ottobre 2017

Ardigò, annullata la condanna

Decisione positiva, dalla Corte di Cassazione, per l’ex sindaco Ardigò (BATCH)

Dopo il secondo grado di giudizio l’avvocato Alessandro Asaro, nonostante un notevole abbattimento delle accuse, aveva prospettato la possibilità del ricorso in Cassazione. I fatti gli hanno dato ragione.

La vicenda giudiziaria è passata alle cronache come quella delle «cimici» e l’imputato è l’ex sindaco di Tremosine Diego Ardigò. I fatti risalgono a quando ricopriva la carica di primo cittadino e decise di procedere a un controllo della linea telefonica del comune poichè erano arrivate due bollette stratosferiche. Venne chiusa per un giorno l’anagrafe e si procedette anche a una bonifica per verificare la presenza di eventuali cimici.

ALL’ALLORA SINDACO - si trattava del 2009 - vennero contestati dalla procura l’interruzione di pubblico servizio e il peculato. In primo grado si registrò il primo ridimensionamento delle accuse. Nessuna condanna per peculato, ma per abuso d’ufficio. L’appello ridimensionò ulteriormente pena e accuse. Da due anni e un mese si passò a un anno e otto mesi. Ma, in particolare, l’abuso d’ufficio divenne truffa.

Ora si è arrivati in Cassazione e i giudici della Suprema corte hanno annullato senza rinvio ad un nuovo processo la sentenza di condanna per interruzione di pubblico servizio e truffa aggravata. Un nuovo processo è stato invece disposto per capi d’imputazioni minori.

Fatti ormai piuttosto lontani nel tempo, quindi, ma per cui, nella quasi totalità, l’ex sindaco Ardigò ha potuto dimostrare la propria estraneità alle accuse, come era peraltro avvenuto sempre in Cassazione, piuttosto recentemente, per un’altra vicenda.M.P.