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31.01.2018

Campione alza
il Mose per
fermare le onde

A Campione del Garda tornano in azione le chiatte per realizzare il «Mose», la diga mobile frangiflutti
A Campione del Garda tornano in azione le chiatte per realizzare il «Mose», la diga mobile frangiflutti

Luciano Scarpetta Inizieranno tra qualche giorno, non oltre metà febbraio i lavori del «Mose» di Campione, la diga mobile di 80 metri lineari ancorata al fondo del lago e capace di alzarsi e abbassarsi in base al moto ondoso, davanti centro velico federale di Univela. Un anno fa, e quella volta si sembrava davvero uno scherzo di Carnevale, i lavori rimasero sul nascere letteralmente al palo per un banale imprevisto: le misurazioni effettuate nel 2013, (non dalla ditta incaricata ora dai lavori ma da un’altra impresa) erano sbagliate e i pali già preparati si erano rivelati 4 metri più corti del necessario per l’ancoraggio della barriera. «QUESTA VOLTA ci siamo - annuncia il sindaco di Tremosine Battista Girardi -: tra poco, con il via libera dell’ultima riunione tecnica, potremo iniziare i lavori. Tempo stimato per la realizzazione: una quarantina di giorni, giusto in tempo prima dell’inizio della stagione turistica». Di 2 milioni di euro è il costo complessivo della barriera frangiflutti che consentirà di attenuare i disagi del Pelèr, che a volte obbligava il traino al largo delle barche a vela con gommoni a motore. Si tratta della seconda fase del progetto Univela da 6 milioni e 716 mila euro, di cui 4 milioni e 716 mila già utilizzati per la realizzazione dell’esistente struttura ricettiva «Campione sailing village». Dalla prossima settimana i pali realizzati in un cantiere nautico veneto e destinati al fissaggio dei moduli del «Mose», saranno imbarcati su un paio di chiatte a Malcesine e Peschiera e traghettati sul delta di Campione. INTANTO però, per la frazione a lago di Tremosine, il «rinascimento» post frana 2014 è però in fase di stallo. Tutto passa dal completamento del vallo paramassi realizzato un anno fa sul margine sinistro del greto del torrente San Michele: «Per coprire definitivamente le spalle al paese - spiega il sindaco Girardi - servirebbe un ulteriore sforzo economico della Regione per realizzare l’ultimo tratto della barriera fino contro la parete rocciosa che va a insistere sulla porzione dell’autosilo lesionata dai crolli. Richieste in questo senso sono state inviate anche al Ministero a Roma – dichiara il sindaco -. Vedremo dopo le elezioni con chi interloquire. Nel frattempo stiamo trattando con il liquidatore di Coopsette il comodato dello spazio esterno dell’ex opificio capace di contenere 230 auto». •

Luciano Scarpetta
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