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giovedì, 19 ottobre 2017

L’ex sindaco e gli abusi edilizi:
«Condannato senza una colpa»

Abusi edilizi a Campione: dopo la condanna si sfoga l’ex sindaco (BATCH)

«Abbiamo fatto solo quello che i tecnici e altri enti in precedenza ci avevano garantito con il loro benestare». È lo sfogo di Francesco Briarava, ex sindaco di Tremosine dal 2005 al 2009, uno dei 5 imputati (su 19 che erano stati rinviati a giudizio) condannati penalmente al processo di primo grado per lottizzazione abusiva a Campione.

Oggi 67 enne, pensionato, Briarava è da sempre residente a Puegnago con la moglie e precisa di non aver «mai preso una lira di rimborso per il mio andirivieni con Tremosine e i giorni che mi fermavo in Comune erano sempre detratti dalle ferie».

DOPO LA CONDANNA, è preoccupato e dichiara con emozione la sua estraneità alle «colpe» che sono state attribuite.

Ma soprattutto, in sede civile pende la questione della responsabilità civile e del risarcimento danni: si parla di 50 mila euro per i danni subiti da Univela. Ma il progetto Univela, ricorda Briarava, fu approvato quando ormai lui non era più sindaco. Inoltre 50 mila euro sono tanti.

In attesa della determinazione davanti al giudice civile, è stata disposta una liquidazione provvisionale 50 mila euro ciascuno per la Società Tremosine Univela e Società Campione Univela.

«UNA DECISIONE assurda per me - afferma l’ex sindaco Francesco Briarava – considerato che nel 2010, quando è stata accolta la variante per la realizzazione di Univela, io mi ero già ritirato dalla vita politica diventando semplice cittadino».

Per molti anni, Francesco Briarava è stato al centro delle vicende politiche tremosinesi, prima come consigliere, poi come assessore, in seguito come vicesindaco e poi ricoprendo la carica di primo cittadino fino al 2009, quando esaurito il mandato, si è ritirato dalla scena politica.

Ora a pochi giorni dal pronunciamento del Tribunale, esce allo scoperto annunciando nel contempo con il suo legale, l’avvocato Palumbo, l’inevitabile ricorso in appello appena saranno pubblicate le motivazioni della sentenza di primo grado.

«Sono innanzitutto contento per gli altri imputati assolti - dice -. Ma per quanto mi riguarda devo dire che in un attimo è stato cancellato il lavoro di tanti anni in Comune. Rispetto la decisione di questo processo non facile e tecnico, svolto in un marasma di carte e documenti – continua– ma mi preme ricordare che il piano particolareggiato è stato approvato nel novembre 2005 dopo soli sei mesi dalla mia elezione a sindaco: cosa avrei dovuto fare - si chiede ora Briarava – dopo anni di lavoro su questa “cosa”, che io non avevo seguito? Non significa che non fossi d’accordo sulla bontà del progetto, ma tutta la documentazione prodotta nel corso del tempo era stata approvata da qualcuno sopra di me, senza se e senza ma».

Rimpianti? «In presenza di qualche parere ostativo ci saremmo fermati: invece con tutti quei pareri favorevoli - si sfoga - se mi fossi opposto avrei potuto essere accusato di abuso d’ufficio». L.SCA.