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12.06.2018

Palazzo Archetti, doccia fredda a Campione

Il neoclassico palazzo Archetti, edificio simbolo di Campione
Il neoclassico palazzo Archetti, edificio simbolo di Campione

«Troppo bello per essere vero», commentava un residente osservando domenica dalla spiaggia le acrobazie dei kite surf per il contest del «Weekend per la vita», evento di sport solidale organizzato dall’associazione Cimarolli per raccogliere fondi contro la Sla e l’autismo. «Troppe bello per essere vero » non era però stupore rivolto agli arditi delle tavole a vela, ma un’esclamazione amara, di delusione ammirando un simbolo di Campione: palazzo Archetti, lo splendido edificio neoclassico edificato nel 1762. NON DIVENTERÀ un grande albergo, contrariamente a quanto tutti auspicavano: le speranze di un rilancio turistico, che abbia come perno proprio lo storico palazzo, erano «fake news», o quasi. Messo all’asta in inverno ad un milione di euro dall’istituto vendite giudiziarie del Tribunale di Reggio Emilia dopo il naufragio del maxi progetto di riqualificazione da 200 milioni di Coopsette, l’immobile pareva inizialmente fosse stato acquisito dal gruppo Horstmann, una consolidata società alberghiera, da 60 anni protagonista del turismo sul Garda. Quella notizia, diffusa dopo l’asta, aveva alimentato la speranza che palazzo Archetti potesse essere riconvertito in albergo destinato ad accogliere a Campione turisti veri e propri, e non solo i velisti del fine settimana. Non è invece andata così: secondo i soliti bene informati l’edificio è stato invece acquistato da due facoltose famiglie tedesche ponendo ombre e interrogativi sulla sua futura destinazione turistico ricettiva. Si teme che la destinazione diventi residenziale. Nelle intenzioni di Coopsette avrebbe dovuto fare da cardine al rilancio del paese, ospitando dependance del mega hotel di lusso da 130 camere con centro benessere da 2 mila mq da edificare sulle ceneri dell’ex cotonificio. La villa è sviluppata su tre piani fuori terra e cantine a piano interrato. Restaurata parzialmente tra il 2004 e il 2007, ha una superficie commerciale di 1.666 mq, comprensiva di area esclusiva di 1.198 mq. Tutto adesso rimane nel limbo in attesa delle prossime mosse dei proprietari. Non è escluso infatti che possano chiedere il cambio di destinazione d’uso residenziale. «Vedremo come si evolverà la vicenda - abbozza il sindaco di Tremosine Battista Girardi -. La cosa certa e che quando decideranno di mettere mano all’immobile, peraltro fortemente vincolato dalla Soprintendenza, qualcuno dovrà necessariamente presentarsi in Comune a illustrare le sue intenzioni». •

Luciano Scarpetta
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