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martedì, 12 dicembre 2017

Svanisce negli abissi del Garda
cercando un record rischioso

La macchina dei soccorsi ieri pomeriggio a Tremosine (BATCH)

Sui titoli di coda dell’estate c’è da registrare un altro episodio drammatico legato alla passione per le immersioni. È avvenuto nell’alto Garda, e a fare da sfondo all’ennesima, tragica esplorazione subacquea è stato il porto di Tremosine.

PROTAGONISTA della tragedia, suo malgrado, W.L., un 38 enne polacco residente in un paesino alle porte di Cracovia, che ha perso la vita ieri mentre indossava muta e bombole. Non è chiaro se il turista si sia sentito male in fase di discesa oppure abbia accusato difficoltà durante le delicate fasi della decompressione, in risalita; ma secondo una prima ricostruzione è certo che il giovane polacco era arrivato nell’alto Garda il giorno precedente, mercoledì, accompagnato da altri tre compagni per provare a scendere negli abissi del Benaco a -275 metri, la quota raggiunta proprio domenica scorsa dal bresciano Luca Pedrali che, 3 chilometri più a Nord, aveva stabilito il record italiano di immersione profonda.

Il corpo senza vita del sub è stato individuato dal robot «Rov» a quella profondità.

Il recupero del cadavere, poi portato sul promontorio di Campione, è avvenuto intorno alle 19.

Ieri mattina poco prima delle otto il gruppo è entrato in acqua, ma 50 minuti dopo qualcosa è andato storto. Durante la risalita il sub non ha raggiunto il primo «step», dove ad attenderlo c’era il primo degli assistenti con il cambio bombole. Dopo aver atteso inutilmente per un po’, gli altri tre hanno guadagnato a turno la superficie allertando immediatamente i soccorsi. Sul posto i Volontari di Tremosine, una pattuglia dei carabinieri di Limone e i vigili del Fuoco di Salò. In acqua l’unità navale della Guardia costiera di Salò e i Volontari del Garda, che alle 16 hanno calato in acqua il robot «Rov».

Il luogo dell’ultimo decesso è lo stesso in cui il 9 giugno scorso si era consumato il dramma di Darius Pawluz, un altro cittadino polacco di 48 anni. Si tratta della località «Largo dei minatori» di Tremosine, lo specchio d’acqua collocato a poche decine di metri dall’intersezione della strada Gardesana con la provinciale per la Forra. In questa zona molto conosciuta dagli appassionati la roccia digrada verticalmente verso il basso in uno dei punti più profondi e freddi del bacino gardesano.