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01.03.2018

Una «Smart City» più bella, pulita e sicura

Lonato vista dall’alto: il progetto smart city parte dall’energia
Lonato vista dall’alto: il progetto smart city parte dall’energia

Lonato imbocca con passo spedito la strada verso la «Smart City». Concetto ribadito ieri mattina a più voci nella sala Celesti del Municipio durante l’incontro promosso dal Comune con il sindaco Roberto Tardani e da Citelum, multinazionale francese del Gruppo Edf scelta dall’Amministrazione per la riqualificazione, ma non solo, dei punti luce. LA PRIMA TAPPA del progetto ha portato infatti alla realizzazione di una infrastruttura per l’implementazione di apparecchiature all’avanguardia come l’illuminazione adattiva delle strade e degli attraversamenti pedonali, video sorveglianza, centraline di controllo ambientale e altri servizi. «Un progetto che - ha sottolineato il consigliere Oscar Papa - non si esaurisce nella sostituzione della vecchia illuminazione con apparecchi a Led di ultima generazione, ma che fin dal principio è stato concepito e sviluppato in un’ottica ben più ampia, capace di valorizzare al massimo il patrimonio sociale, ambientale e artistico della città e di chi la abita». Con questo intervento Lonato può certificare il 68% di risparmio energetico con equivalente riduzione delle emissioni di CO2. Tutto ciò grazie ad una perfetta sincronia tra i sistemi installati, che vanno dalle sorgenti Led con potenze decisamente più basse rispetto a quelle precedentemente utilizzate, alla regolazione dei flussi luminosi nelle ore notturne, a sofisticati sistemi di regolazione degli impianti attraverso la gestione telecontrollata. Concetti ribaditi dai manager della Citelum Raffaele Bonardi e Albertone Carone ma anche dalle aziende italiane che hanno collaborato ovvero Paolo Di Lecce della Reverberi-Enetec e Dante Cariboni della Cariboni Group. Le opere di Citelum oltre ad includere l’ampliamento della rete impiantistica per più di 4 chilometri prevede la valorizzazione del patrimonio storico con l’illuminazione dei bastioni della rocca, della Basilica, delle Fornaci romane e della chiesa di S. Antonio. •

Roberto Darra
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