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15.12.2017

«A Ciliverghe un maxi-cantiere e barriere alte 9 metri»

Un momento dell’assemblea dei comitati No Tav bresciani, mercoledì sera a Molinetto di Mazzano
Un momento dell’assemblea dei comitati No Tav bresciani, mercoledì sera a Molinetto di Mazzano

Flavio Marcolini Affollata assemblea agli «stati generali» dei comitati No Tav bresciani, mercoledì sera, nell'aula magna della scuola di Molinetto di Mazzano, all'indomani della notizia che la Corte dei Conti ha «congelato» la registrazione del dossier alta velocità Brescia-Verona causa «incompletezza documentale». IL FISICO Erasmo Venosi, ex membro della commissione per il Piano nazionale dei trasporti ed ex vicepresidente della commissione le Autorizzazione integrate ambientali, era la «star» della serata. Il suo intervento, tecnico e appassionato, non ha deluso le attese: «Sulla tratta Brescia-Verona - ha sottolineato - ci sono 49 siti da bonificare, di cui 40 nel Bresciano, fra discariche e fabbriche dismesse, prima del via ai lavori». Quindi il fisico illustrato le motivazioni tecniche del «no» all'opera, dalla «irragionevole logica dei lotti costruttivi - ha detto - che consente i proseguire i lavori senza assicurare che i singoli tratti possano funzionare», alla «contrarietà al progetto del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, che ha chiesto al Governo un’analisi del rapporto fra costi e benefici, e la revisione delle misure antisismiche». È toccato a Fiorenzo Bertocchi del Coordinamento No Tav, spiegare le motivazione politiche dell'opposizione a un'opera giudicata «inutile, dannosa e costosa». IN SEGUITO Roberto Saleri, portavoce del comitato No Tav localeha spiegato le diverse ripercussioni sul territorio di Mazzano: «A quanto si sa - ha dichiarato - la cancellazione dello shunt di Montichiari modificherà sostanzialmente il passaggio dell'alta velocità, con la possibile apertura di un cantiere logistico sul territorio di Mazzano. Infatti sembrerebbe spostato a Ciliverghe il cantiere originariamente previsto in campagna di Calcinatello: dovrebbe sorgere nell'area attigua ad est al Monte Cieli Aperti. Inoltre, secondo le indiscrezioni che abbiamo raccolto, una serie di barriere fonoassorbenti alte 9 metri sorgerà in località Terza Contrada». Ricordando che «rilevazioni e trivellamenti proseguono su tutta la tratta», ha giudicato positivamente «l'ennesima bocciatura da parte di un organo tecnico, la Corte dei Conti, a questo progetto. Che non siano pronte le carte dopo 25 anni che se ne parla testimonia tutta la inadeguatezza dell'iter progettuale. Questo stop ci fa capire che la volontà di realizzare l'opera è dettata da convenienze politiche che potrebbero venire meno dopo le elezioni». La Tav insomma diventerà un tema della campagna elettorale. •

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