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09.12.2018

Acqua cristallina dai rubinetti La guerra al cromo ora è vinta

L’impianto realizzato a Collebeato chiude il cerchio:  la Valtrompia adesso è tutta a prova di cromo
L’impianto realizzato a Collebeato chiude il cerchio: la Valtrompia adesso è tutta a prova di cromo

Con un investimento di 200 mila euro A2A ha realizzato un nuovo impianto di potabilizzazione per azzerare i livelli di cromo esavalente e garantire la massima qualità all’acqua che scende dai rubinetti di Collebeato. L’INTERVENTO, che fa parte di un progetto più ampio, ha permesso al gestore di recuperare anche il pozzo Roma, dove era stata rilevata la presenza, seppure entro i limiti di legge, di cromo esavalente e di alcuni solventi clorurati come trielina e percloroetilene. I lavori si sono conclusi nelle scorse settimane con la messa in opera di un impianto dalle dimensioni contenute che ha permesso di eliminare il cromo e le altre sostanze. L’abbattitore è costituito da un filtro di granuli di carbone attivo in grado di rimuovere completamente i solventi presenti nell’acqua, mentre per trasformare il cromo VI in cromo trivalente viene come sempre utilizzato il solfato ferroso. I reflui ottenuti in seguito al trattamento vengono poi convogliati in fognatura e depurati dall’impianto di Verziano. Per fare questo in via Roma è stata posata una nuova condotta lunga 230 metri. Con questa nuova opera si può mettere la parola fine al capitolo del cromo presente nelle falde a nord di Brescia. Dopo quello cittadino, il primo impianto è stato un paio di anni fa quello di Concesio, realizzato da Asvt (Azienda Servizi Valle Trompia, costola di A2A), che si è poi occupata di intervenire negli altri comuni della Valle. Nel corso di quest’anno sono infatti entrati in funzione gli abbattitori di Villa Carcina, Sarezzo e Gardone. Gli interventi, come più volte ricordato dai vertici di Asvt, sono stati ultimati in anticipo rispetto all’entrata in vigore della normativa che da fine anno imporrà una concentrazione massima di cromo esavalente di 10 microgrammi al litro, rispetto ai 50 precedenti. Un risultato raggiunto anche grazie alle proteste dei cittadini che a cavallo tra 2013 e 2014 avevano sollevato un bel polverone in merito ai livelli di cromo nell’acqua. Ai tempi amministrazioni comunali e Asl sottolineavano che i limiti di legge (50 microgrammi per il cromo totale) per l’Organizzazione mondiale della Sanità erano sufficientemente cautelativi, ma quando nel marzo del 2014 l’autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) affermò che per escludere del tutto possibili effetti neoplastici sarebbe stato meglio non superare il limite di 2 microgrammi per i bimbi e di 5 per gli adulti, le cose cambiarono. A quel punto furono proprio i sindaci a chiedere ai gestori (A2A e Asvt) di intervenire. Per l’impianto di Collebeato, come anche per quelli presenti negli altri paesi, sono previste delle opere di mitigazione ambientale che prevedono la piantumazione di vegetazione lungo il perimetro dell’area. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marco Benasseni
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