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25.02.2018

Aria, acqua e terra contaminati Basta Veleni invoca una tregua

I No Macogna all’assemblea
I No Macogna all’assemblea

Acqua, aria e suolo - anzi, sottosuolo - sono finiti sotto la lente del tavolo provinciale Basta Veleni, che raggruppa oltre 70 comitati ambientalisti. Un «viaggio» iniziato dopo la grande manifestazione del 10 aprile 2016, che ha visto scendere in piazza 12.000 persone, ed ha intrapreso negli anni quattro percorsi paralleli attraverso i comitati, gli incontri nelle scuole, i gruppi di lavoro e infine l’incontro con le istituzioni: «quattro in due anni: con il sindaco di Brescia, il presidente della Provincia, l’assessore regionale Claudia Terzi ed il ministro Gianluca Galletti, che non hanno portato a nulla - ha sottolineato Stefania Baiguera di Basta Veleni -. Non c’è la volontà o il coraggio di agire: prima del bene dei cittadini vengono gli interessi economici». L’assemblea convocata ieri nelle sale dell’oratorio di Santa Maria in Silva - tra il folto pubblico anche alcuni esponenti politici e il sindaco di Berlingo, Cristina Bellini -, è stata l’occasione per annunciare una nuova mobilitazione in autunno. «Dobbiamo focalizzare le metodologie di intervento, per essere più incisivi sul territorio», ha sottolineato Pietro Zanotti prima di dare la parola ai relatori, che hanno spaziato sui «mali» di una provincia tristemente ricca di impianti di stoccaggio di metano, trivellazioni, cave, discariche, cementificazione di aree verdi, per finire alla «salute malata» di aria e acqua. «Abbiamo chiesto più di due anni fa una moratoria sulle discariche e i nuovi impianti rifiuti - ha sottolineato Roberto Saleri -, avviato un lavoro di monitoraggio per verificare l’impatto sul territorio, alla ricerca anche delle discariche fantasma piene di scorie di acciaieria, disseminate in tutta la provincia. L’indice di pressione sancito dalla Regione non è sufficiente per bloccare tutte le attività di inquinamento che trovano spazio e vita nel nostro territorio». E proprio in tema di discariche, l’intervento di Matteo Abeni ha focalizzato il ruolo del Comitato No Macogna, «appoggiato dal sindaco di Berlingo per la battaglia contro una delle discariche più contestate della provincia». Al Coordinamento No Tav Brescia-Verona il compito di sottolineare «l’inutilità di una “grande opera” che costerà 40 milioni al chilometro e ha già distrutto un territorio con le numerosissime trivellazioni», così come l’Autostrada della Valtrompia, «un progetto vecchio, con una Via scaduta da 15 anni, che costerà 258 milioni di euro per poco più di 6 chilometri». Il problema cave e discariche è stato invece sollevato da Luciano Scalvini di Legambiente. «La nostra provincia si conferma capolinea nazionale dei rifiuti speciali - spiega -: ci sono ben 54 ambiti territoriali estrattivi attualmente aperti. Bisogna dare più poteri di verifica ai Comuni, il Pgt non può essere subordinato al Piano cave». Quanto alla città, Cesare Giovanardi ha illustrato alcuni dati sull’aria malata: «Dal 2013 al 2017 non è cambiato quasi niente, nessun miglioramento nei livelli di Pm10, nonostante l’arrivo della metropolitana». E sempre in tema di aria, Guido Menapace ha fatto il punto sulla campagna di campionamento di biossido di azoto, messa a punto attraverso la raccolta di 300 provette che verranno inviate in questi giorni ad un laboratorio di Londra per essere analizzate. «Le centraline Arpa sono pochissime: 10 in provincia e solo 3 in città - ha sottolineato -. Trecento “test“ ci potranno dare un dato più reale della situazione attuale dell’aria che respiriamo». •

C.REB.
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