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giovedì, 18 gennaio 2018

Assalto a colpi di spray al cubo di cemento

Alcune delle scritte offensive Una facciata del «cubo»La nuova sede dell’azienda dei fratelli Gatta in fase di costruzione è finita nel mirino dei vandali FOTOLIVE (BATCH)

Cinzia Reboni «Sull’effetto estetico sgradevole possiamo essere d’accordo, ma non è con l’inciviltà che si risolvono i problemi». Il sindaco di Borgosatollo Giacomo Marniga condanna con fermezza il raid vandalico a colpi di vernice spray e insulti contro il cubo di cemento destinato a diventare la nuova sede di una ditta di beverage costruito lungo la strada per Piffione. «È INACCETTABILE che qualcuno abbia violato la proprietà privata per ergersi a paladino e “giustiziere“, senza prima documentarsi - afferma il sindaco -. Screditare un imprenditore e puntare il dito contro l’Amministrazione civica è qualunquista, sbagliato e soprattutto è un reato». Fino all’altra notte il dibattito sull’«ecomostro» - così è stato ribattezzato l’edificio in via Caduti del Lavoro -, si era limitato a un caustico dibattito a colpi di post al vetriolo sui social. Ma qualcuno ha deciso di passare dalle parole virtuali alla becera forma di protesta. La futura nuova sede della ditta Fratelli Gatta che si occupa di distribuzione di bevande e acque minerali è stata imbrattata con insulti. «L’impatto visivo è significativo - ammette Marniga -, e spero vivamente che la costruzione verrà in qualche modo “mitigata”. Personalmente considero la collocazione non ideale, ma non posso farne una colpa né ai tecnici comunali, né all’imprenditore». La vicenda risale al 2009, quando viene votato il nuovo Pgt che consente di chiedere la trasformazione da area agricola in edificabile. «L’esecutivo dell’epoca - spiega Marniga - ritenne utile un’espansione commerciale dell’area, tanto che venne creato l’ambito di trasformazione Cis4. Nel 2013 il Consiglio comunale approvò il piano attuativo presentato dalla ditta, verificando la conformità con le prescrizioni del Pgt: la distanza di confine a 5 metri, l’altezza massima di 10 metri per l’edificio, la superficie minima a verde del 20%, la distanza di 10 metri da altri fabbricati. Quest’anno, quando è stato presentato il progetto - che prevede una potenzialità edificatoria di 811 metri quadrati -, i tecnici del Comune hanno verificato la conformità alle prescrizioni dello strumento urbanistico e al piano attuativo 2013, e visto che tutto era in regola non hanno potuto fare altro che accoglierlo. Era un atto dovuto». Nell’area tra via Caduti del Lavoro e via Aldo Moro, inoltre, sorgono i tralicci dell’alta tensione di Terna e, «tenendo conto dei vincoli esistenti in presenza di elettrodotti, lo sviluppo dell’edificio inevitabilmente si è spostato verso il confine», spiega il sindaco. Purtroppo proprio di fronte ad un complesso residenziale. «Ma nella procedura non c’è nulla di anomalo: semplicemente non avevamo la possibilità di opporci - precisa Marniga -. Cosa che invece abbiamo potuto fare, per esempio, quando la grande distribuzione intendeva costruire un nuovo supermercato, ma avendo chiesto di modificare l’autorizzazione originaria siamo riusciti a bloccare il progetto, giustificandolo col fatto che siamo già circondati da paesi che offrono già numerosi centri commerciali e ipermercati, cercando di tutelare i negozi di prossimità ed evitando un consumo di suolo e un impatto visivo non decoroso». L’edificio tra l’altro non è ancora ultimato, «e confido vivamente che verranno messe in atto le adeguate opere di mitigazione», sottolinea Marniga. La ditta di distribuzione bevande e acque minerali - una realtà storica per Borgosatollo -, fino ad oggi aveva sede in via Marconi: «Una collocazione infelice, inserita in un contesto abitativo - spiega il sindaco -. Decentrare la sede era inevitabile». ALLE PAROLE del sindaco si aggiungono lo stupore e l’amarezza dei titolari della ditta. «Criticare una struttura quando è ancora a metà strada non rende giustizia a nessuno - spiega Massimo Gatta, uno dei titolari -. È evidente che l’edificio non resterà così: qui verrà aperto il nostro nuovo punto vendita, con tanto di enoteca. L’immagine per noi è molto importante. Come si può pensare che resterà un cubo di cemento?». Il raid vandalico «non ci ha fatto certamente piacere, anche perchè la nostra attività è radicata in paese dal 1974 ed offre un servizio di tutto rispetto, apprezzato da tutti - osserva Massimo Gatta -. È evidente che qualcuno ha voluto strumentalizzare la vicenda». Qualcuno che la Polizia locale sta cercando di identificare attraverso i filmati registrati dalla rete di videosorveglianza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA