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sabato, 21 ottobre 2017

Adescato in chat
e rapinato al suo
primo appuntamento

I carabinieri hanno identificato gli autori della rapina a Borgosatollo (BATCH)

Franco Mondini

Sognava un’amicizia trasgressiva o più semplicemente un flirt, ma si è trovato proiettato in un incubo. Un giovane impiegato della Bassa è stato adescato e rapinato da un coetaneo conosciuto in chat dopo l’iscrizione a un portale dedicato a chi è in cerca di amicizie maschili o femminili.

Al primo appuntamento, il 23enne di Borgo San Giacomo invece di un potenziale partner si è trovato davanti un rapinatore che lo ha minacciato di morte con un coltello. Il ragazzo è finito in balìa di un coetaneo di Montirone che, spalleggiato da un marocchino di 22 anni di Borgosatollo, ha costretto l’impiegato a ritirare del contante dal bancomat e a consegnarglielo.

Il 23enne di Montirone ha teso la sua tela conversando in chat con la potenziale vittima. È entrato in sintonia con il giovane di Borgo San Giacomo, fingendo di avere gli stessi interessi. Poi, dopo una «cottura» a fuoco lento, gli ha proposto un incontro.

L’appuntamento - avvenuto in una sera d’agosto - era fissato davanti a una banca di Borgosatollo. Dopo la stretta di mano e un bacio reciproco sulla guancia, in mano al rapinatore è comparso un coltello. E dal nulla è uscito anche il complice.

Alla vittima è stato intimato di consegnare il portafogli, le chiavi della macchina e lo smartphone. Quando l’impiegato ha spiegato di non avere contanti con sé, è stato spinto sino allo sportello bancomat e, con la lama del coltello puntata alla schiena, costretto ad effettuare un prelievo di denaro. «Non fare il furbo. Non sbagliare apposta il codice - lo ha minacciato il 23enne di Borgosatollo -, altrimenti sei morto».

LA VITTIMA ha prelevato 200 euro, la somma disponibile sul conto. Il marocchino ha arraffato i soldi. Prima di andarsene, le nuove minacce: «Se ci denunci sei morto».

Ma l’impiegato, rotta la cappa di vergogna e paura, si è rivolto ai carabinieri di Borgo San Giacomo raccontando, con un filo di imbarazzo, di quell’amicizia particolare finita in rapina.

Dopo un’articolata indagine dei carabinieri, la procura nei giorni scorsi ha disposto l’arresto di N.P., il 23enne di Montirone, e di M.L., il complice.

I carabinieri della compagnia di Verolanuova hanno raccolto elementi per ritenere che ci siano state altre vittime. Le circostanze in cui maturavano gli agguati della coppia avrebbero spinto molti rapinati a non sporgere denuncia. Gli investigatori sperano che, con l’arresto dei due adescatori sulla chat, qualcuno trovi la forza di farsi avanti per denunciare eventuali altri colpi messi a segno dal 23enne e dal complice marocchino.