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08.01.2019

Un paese in lacrime per l’addio a Simone

L’ingresso in chiesa del feretro del ragazzo
L’ingresso in chiesa del feretro del ragazzo

La chiesa parrocchiale di Borgosatollo non è bastata, ieri, per ospitare tutte le persone che hanno voluto essere vicine alla famiglia di Simone Brunelli, il ragazzo di appena 21 anni ucciso venerdì scorso da un incidente stradale avvenuto a Castenedolo: molti hanno seguito la funzione funebre dal sagrato, ascoltandola dagli altoparlanti montati appositamente. Il curato don Matteo Busi si è affidato al Vangelo per provare a mitigare il profondo dolore della madre Rosa, del padre Gian Enrico e del fratello Fabio. Un dolore che ha toccato tutta la comunità. «Ci sono momenti nella vita in cui si ci domanda perché certe cose succedono. Quando muore un ragazzo di 21 anni tutto ci appare confuso e inspiegabile, ma il Signore ci dice di avere fiducia in lui e di non temere, perché ci ha preparato un posto dove tutte le domande troveranno una risposta». DON BUSI ha usato un’immagine evocativa per spiegare il concetto cristiano della vita eterna: «Quando si sta sulla riva del mare e si vede una nave partire, scomparire all’orizzonte, qualcun altro sull’altra sponda saluta il suo arrivo con gioia. Ecco, è il Signore che sta accogliendo Simone». Toccanti i messaggi letti prima che il feretro uscisse dalla chiesa. «Ciao amore, insieme sognavamo un futuro insieme. Una casa, il volto dei nostri figli: tu volevi una bambina, bionda e con gli occhi azzurri proprio come i tuoi - ha detto tra le lacrime Aurora Gambaretti, la fidanzata di Simone -. Ma la vita è fatta di attimi, e la tua si è spenta quel maledetto venerdì sera. Siamo cresciuti e maturati insieme, sei stato il primo amore, indimenticabile». Simone era anche il punto di riferimento di Fabio, il fratello minore. Il suo messaggio è stato letto dal sacerdote. Troppa commozione e troppo dolore per parlare: «Il tuo sorriso mancherà a tutti. Non so come possa essere accaduto tutto questo, non eri imprudente, ma nessuna spiegazione potrà mai portarti indietro». I familiari hanno ricordato «il primo cucciolo di famiglia. Lassù non sarai solo: nonno Ottorino, che ti coccolava sempre, è lì che ti aspetta. Ma qui nulla sarà più come prima, senza di te. Quando alzeremo gli occhi al cielo, vedremo una stella che brilla più delle altre, e sapremo che sei tu». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

C.REB.
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