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mercoledì, 18 ottobre 2017

Cave incandescenti:
slitta ancora il via libera
alle concessioni estrattive

Le cave di marmo di Botticino (BATCH)

L'estate botticinese si sta rivelando più bollente del previsto, almeno sul fronte politico. A tenere banco in questi giorni, infatti, è l'annosa questione del rinnovo dei contratti dei cavatori, già in proroga triennale dopo la scadenza naturale delle concessioni nel 2014. Il Consiglio comunale convocato per lo scorso 12 luglio che avrebbe dovuto deliberare le linee d'indirizzo per l'imminente bando di gara, infatti, all'ultimo è stato rinviato al 31 luglio, scatenando l'inevitabile protesta delle opposizioni.

Una partita strategica con numeri da capogiro, se si considera che nel solo 2017 si prevede che nelle casse municipali possano arrivare fino a 2 milioni di euro dalle concessioni estrattive e che nel comparto marmifero botticinese operano più di 350 persone tra personale in cava e impiegati nella lavorazione ripartiti in ben 11 aziende dal fatturato complessivo che s'aggira sui 25 milioni di euro.

Inevitabile, quindi, vista l'importanza del tema, che al minimo disguido la tensione latente in paese sfociasse in un duro attacco contro l'Amministrazione comunale, rea secondo la minoranza di centrodestra «Per cambiare Botticino» di aver agito in modo scorretto e poco trasparente. A pesare, infatti, è stata dapprima la decisione della maggioranza di riunire per ben tre volte di fila la commissione consigliare preposta al tema cave a porte chiuse e poi di convocare a distanza di soli due giorni dall'ultima riunione di commissione un Consiglio comunale «fiume» per deliberare sull'argomento. Goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato, infine, il rinvio del Consiglio comunale la mattina stessa del 12 luglio.

Se il sindaco Donatella Marchese ha dal canto suo ribadito che il rinvio è stato dovuto a un problema tecnico, ovvero la mancanza dell'ordine del giorno in allegato alla convocazione del Consiglio, fatto che avrebbe anche potuto portare all'impugnazione della delibera, il centrodestra ha diffuso un comunicato con il quale ha bollato la vicenda come un vulnus nei confronti delle regole democratiche, oltre che una dimostrazione della «mancanza di rispetto nei confronti di cittadini, cavatori e aziende del settore che da mesi aspettano una risposta da parte di questa Amministrazione comunale».

La seduta del prossimo 31 luglio insomma, passaggio determinante per il futuro dell'economia botticinese dei prossimi vent'anni, si preannuncia tutt'altro che serena. L.REB.