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lunedì, 18 dicembre 2017

La torre affida le sue sorti a un libro

La torre campanaria realizzata tra il 1845 e il 1898 (BATCH)

Chiunque transiti nelle sue vicinanze resta abbagliato dal candore. Non lontano dalle cave dove più di un secolo fa fu estratta la preziosa materia prima per la sua costruzione, la torre campanaria di Botticino Mattina continua a stagliarsi verso il cielo con tutto il suo fascino.

Frutto di un magistrale gioco d'incastro tra blocchi di marmo, assemblati fino a raggiungere i 45 metri d'altezza, oggi piccolo gioiello architettonico può candidarsi a diventare un vero brand da esportare in tutto il mondo per rilanciare il settore della lavorazione del marmo.

Ne è convinto Giacomo Rossi, instancabile e appassionato promotore del «Comitato per la Torre», il gruppo che negli ultimi anni ha promosso una raccolta fondi per finanziare il progetto di restauro dell'antico campanile che oggi sente il peso degli anni.

«Sono stati raccolti grazie alla generosità di cittadini e aziende circa 19 mila euro a fronte dei 200 mila necessari per il restauro» afferma Rossi, un primo piccolo passo al quale si affianca «la decisione di dare alle stampe un volume sulla storia del campanile, per far conoscere a tutti i botticinesi il valore di questo nostro monumento».

Il libro «A spese del popolo», che sarà presentato il 26 gennaio alle 20.30 nel teatro parrocchiale di Mattina, è stato scritto da Fabio Secondi e finanziato da Comune e Consorzio Produttori Marmo Botticino Classico. Frutto delle ricerche d'archivio condotte da Rossi, ripercorre le vicende storiche relative alla costruzione avvenuta tra il 1845 e il 1898, e riporta anche la dettagliata relazione tecnica condotta da Santo Tonoli sullo stato attuale della struttura.

«Abbiamo accettato di finanziare questo libro perché crediamo sia importante valorizzare il nostro patrimonio artistico - afferma il sindaco Donatella Marchese - e allo stesso tempo sostenere chi si sta impegnando per rendere nuovamente fruibile ai botticinesi questo simbolo del nostro territorio». Per Giovanni Merendino del Consorzio dei marmisti, invece, il libro è «un'occasione per rilanciare il settore del marmo in un momento di crisi riscoprendo lo storico legame tra le cave e questo territorio». Il ricavato della vendita del volume, reperibile all'Ufficio Cultura del Comune, sarà devoluto per il restauro della torre. Ora sono in molti a scommettere sul restauro della torre. A spese del popolo, appunto.L.REB.