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venerdì, 16 novembre 2018

Il Broletto accusa
«Non c’è sicurezza
senza le risorse»

«I ponti bresciani sono agibili. Se fossero emersi rischi, li avremmo già chiusi». Il presidente della Provincia Pier Luigi Mottinelli è consapevole che «dopo una tragedia come quella di Genova è scattato lo stato di allerta, ma noi abbiamo sempre fatto tutto ciò che è nelle nostre possibilità, anche se il clima di austerità è il peggior nemico della sicurezza». AD OGGI sono comunque 8 i viadotti dichiarati off limits ai trasporti pesanti, in forma variabile tra le 30 e le 100 tonnellate: a Concesio sul fiume Mella, lungo la provinciale 19, a Manerbio - dove sono già in corso i lavori - e sulla 45 bis a Bassano. Nella lista dei «sorvegliati speciali» c'è il ponte sulla Sp 11 a Verolanuova, e quello sulla tangenziale Sud che passa sulla strada che porta al casello di Brescia Centro, puntellato. A questi si aggiungono i viadotti di Cividate Camuno, Desenzano e Gottolengo. Risolti invece i problemi sulle strutture di Castegnato e di Pisogne, che hanno richiesto opere di risanamento, e consolidati i ponti di Collio e di Cimbergo, sono in fase di aggiudicazione i lavori per il manufatto di Paisco Loveno. La rete viabilistica conta 2mila chilometri di asfalto e oltre 460 ponti. «Infrastrutture non recentissime - sottolinea Mottinelli - ma comunque all’interno della vita media del cemento precompresso, che è di circa 50 anni. Ma è evidente che è necessaria la manutenzione ordinaria e straordinaria, soprattutto in una provincia industriale come la nostra, che deve garantire sicurezza al mondo produttivo che verte principalmente sul trasporto su gomma». Ora, come detto, c’è bisogno di nuove risorse. «Nel 2017 abbiamo inviato un esposto cautelativo a Prefettura, Procura e Corte dei conti, dichiarando che non siamo in grado di farcela da soli - denuncia Mottinelli - lo rifacciamo oggi: anziché chiederci nuove assunzioni di responsabilità, dovremmo essere messi nella condizione di poter intervenire». Quella dei ponti bresciani «non è una situazione di pericolo conclamato - conferma Antonio Bazzani, consigliere provinciale con delega ai Lavori pubblici -. L’accordo con il Dicatam dell’Università di Brescia ci ha permesso di radiografare già 140 viadotti degli oltre 460 di nostra competenza. Il metodo utilizzato è stato quello di indicare i 5 corridoi principali su cui scorre il traffico pesante, lungo i quali si trovano circa 240 ponti. Siamo partiti dai 4-5 che presentavano maggiori criticità, i cosiddetti da bollino rosso; per altri 3-4 si è in fase di progettazione. Quello sulla tangenziale Sud è un caso emblematico: ogni giorno il transito su quella che noi definiamo un’autostrada urbana è di 100 mila veicoli al giorno. Entro fine anno verrà consolidato il ponte, con una spesa di circa 320 mila euro». Seguiranno poi i viadotti col «bollino arancione», una trentina, spesa prevista di 6-7 milioni di euro. «Alcuni interventi non saranno particolarmente onerosi - precisa Giovan Maria Mazzoli, dirigente della Provincia - ma per altri sarà necessario l’impiego di fibre di carbonio anzichè di acciaio, con costi anche 3-4 volte superiori». • © RIPRODUZIONE RISERVATA