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11.11.2017

Il campanile promosso
a marchio del marmo

La torre campanaria di Botticino è stata ultimata alla fine dell’ ’800
La torre campanaria di Botticino è stata ultimata alla fine dell’ ’800

La fitta rete di ponteggi ha già avvolto la storica torre campanaria di Botticino Mattina: entro un anno o poco più il prezioso edificio completato nel 1898 a lato della parrocchiale dei santi Faustino e Giovita tornerà all'antico splendore e potrà così diventare l'indiscusso brand dell'intero comparto marmifero del Botticino.

A Mattina l'elegante campanile marmoreo, già a suo tempo edificato «a spese del popolo» come recita una lapide posta alla sua base, sembra davvero essere nel cuore degli abitanti che da circa 120 anni ad ogni ora del giorno si affidano al suono delle sue campane.

Lo dimostra il fatto che per ristrutturare la torre, i botticinesi hanno fin qui donato circa 25 mila euro, accogliendo con favore anche la distribuzione del libro sulla storia del campanile di cui sono state distribuite in tutto il paese più di 800 copie.

Giacomo Rossi - ex sindaco del paese ed infaticabile promotore del comitato per la ristrutturazione della torre - riepiloga con soddisfazione i numeri legati al tanto atteso restauro: «Il progetto di recupero approvato dalla Soprintendenza prevede una spesa totale di circa 200 mila euro più i costi di progettazione, per finanziare i quali sono stati raccolti 25 mila euro tra la popolazione e 160 mila saranno, invece, ricavati dal mutuo che la parrocchia con il consenso delle autorità diocesane ha contratto con la banca. Parte del mutuo, tuttavia, sarà coperta da un bando Cariplo che finanzierà con 80 mila euro la realizzazione dell'opera». Ora, però, a lavori avviati, comincerà per il comitato la sfida forse più difficile: reperire i 40 mila euro che mancano all'appello. «Facciamo affidamento sulla generosità delle attività economiche del settore marmifero, anche non botticinesi» confida Rossi. Oltre a ciò, il comitato è intenzionato a rivolgersi anche all'ente locale: «La legge regionale 14/98 prevede che parte degli introiti incassati da Comune e Provincia dalle convenzioni con i cavatori siano reinvestiti in attività promozionali sul territorio del bacino. A questo si aggiunga la misura Art Bonus che assicura detrazioni fino al 65% per i privati che investono in questo tipo di restauri».L.R.

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