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23.02.2018

Neonata in arresto
cardiaco salvata
dalla vicina di casa

Sofia è nata due volte. La prima dalla mamma naturale Giusi, la seconda grazie a un’altra mamma, che l'ha riportata in vita quando, appena venuta alla luce, per una manciata interminabile di minuti ha smesso di respirare. È qualcosa che assomiglia a un piccolo miracolo d'amore materno quello che è avvenuto ieri mattina all’alba in un alloggio di una palazzina di via Ugo Foscolo a Borgosatollo. Giusi Faulisi, 38 anni, già madre di cinque figli, al settimo mese di gestazione è stata colta dalle doglie a sorpresa. UN TRAVAGLIO rapidissimo, le contrazioni fortissime arrivate all'improvviso. Appena il tempo di chiedere aiuto che si rompono le acque. Ma è un parto difficile: la piccola si presenta in posizione podalica e, quando viene alla luce, il suo cuoricino non batte. A quel punto diventa provvidenziale l’intervento della vicina di casa e amica, Carolina Menezes. Coraggio, lucidità, sangue freddo: l'operatore sanitario al telefono riesce a guidare Carolina nelle manovre di rianimazione con il massaggio cardiaco, particolarmente delicato su un corpicino di neanche tre chili. «Impossibile descrivere cosa ho provato in quel momento, e soprattutto quando prima ho sentito un flebile vagito e poi il pianto di Sofia - racconta Carolina, che a fatica riesce a trattenere l'emozione -. È stato tutto improvviso. Pensavo solo a tirarla su e capire se la bimba era viva. Io mi sono limitata a seguire le istruzioni che mi davano al telefono». Sono le 6 di mattina quando Carolina viene svegliata dalle urla della vicina e dei figli. «Giusi gridava, io sono corsa per le scale e ho bussato alla porta». Le aprono i figli più grandi di Giusi, visibilmente sotto shock. «La mamma è in bagno, ha appena partorito», le dicono. UN PARTO prematuro e inatteso. «Sono corsa in bagno, e mi sono accorta che la bimba non respirava. L’ho tirata su e, grazie a quello che mi dicevano al telefono, ho potuto intervenire. Addirittura mi dettavano il ritmo per il massaggio cardiaco. Poi pian piano la bambina ha aperto la bocca e con un filo di voce ci ha fatto sentire che c’era», racconta Carolina. All’arrivo dell’ambulanza gli operatori sanitari hanno reciso il cordone ombelicale e accompagnato mamma e bambina alla Poliambulanza per ricevere le cure del caso. Pericolo scampato, ora entrambe stanno bene. La piccola, cui è stato dato il nome di Sofia, è nata di 7 mesi e pesa poco meno di 3 chili. Un lieto fine. «Rimane una grande emozione, mi sento dentro tanta tenerezza e felicità. Non mi dimenticherò mai questa cosa che assomiglia a un miracolo», commenta Carolina. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Cinzia Reboni
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