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13.01.2019

Paul il rocker, l’addio tra lacrime e rabbia

L’ultima volta sul palco della vita di Paolo Comini: la crudele scomparsa del musicista a soli 43 anniIl dolore sul volto dei cariL’immagine di Paul che resteràChiesa gremita per l’addio a Paolo Comini, salutato anche con una sciarpa del Brescia Calcio FOTOLIVE
L’ultima volta sul palco della vita di Paolo Comini: la crudele scomparsa del musicista a soli 43 anniIl dolore sul volto dei cariL’immagine di Paul che resteràChiesa gremita per l’addio a Paolo Comini, salutato anche con una sciarpa del Brescia Calcio FOTOLIVE

L’ultimo spettacolo, l’ultima volta sul palcoscenico della vita, l’ultimo concerto, con le lacrime di chi gli voleva bene al posto degli applausi. Erano in tanti, in tantissimi ieri a Castel Mella per l’addio a Paul Mellory, al secolo Paolo Comini, uno degli artisti più amati della scena indie-rock bresciana, cantante e bassista di Seddy Mellory e Intercity, musicista oltre che regista di video, tifosissimo del Brescia Calcio, strappato alla vita da un cuore traditore a soli 43 anni, nella notte tra mercoledì e giovedì. In tanti, in tantissimi a volerlo salutare, ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio. Increduli, addolorati e tristi, ma anche arrabbiati per una morte crudele, inaspettata, profondamente ingiusta. «Perché succedono queste cose? Perché la morte coglie quando non dovrebbe? Cosa c’è di logico, cosa di ragionevole? Vi starete chiedendo. Non sarà oggi e neanche domani, ma un giorno ritroverete un po’ di pace dentro di voi e darete un significato imprescindibile a tutto questo, trovando conforto e comprensione in Dio, attraverso la fede», parole che il parroco di Castel Mella, don Giuseppe Baronio, ha rivolto a una chiesa parrocchiale attonita e affollata come non mai. Nel tentativo di dare una risposta a una morte che una risposta non ce l’ha. Paolo se ne è andato troppo presto, a soli 43 anni, tradito da quel cuore che aveva sempre messo in tutto ciò che faceva, trascinato giù dal palco della vita senza preavviso. E ORA NON RESTA che piangerlo e ricordarlo con le sue canzoni, con quello (tantissimo) che ha lasciato a chi è rimasto. La sua musica parlerà per lui, da qui in poi. Decine i messaggi di cordoglio affidati alla rete e ai social: dal Clear Mountains Festival, «suonare senza limiti con arroganza e determinazione: sei stato un rocker e lo sarai per sempre», al circuito dei festival indipendenti bresciani, «con il cuore in frantumi ci uniamo al cordoglio ricordando la sua figura artistica e umana, caratterizzata dall’ironia e dalla vivacissima intelligenza: ora per noi sarà tutto meno bello», passando per il Nosilenz Festival, «ciao Paolo, hai suonato nelle prime edizioni, e poi sei sempre stato presente: a tutti noi mancheranno la tua arguzia, il tuo spirito punk e la tua gentile esuberanza». «Il suo amore per voi resterà per sempre. Potremmo farci condurre dalle vostre parole, ricche di significato, e ringraziarlo per le sue doti umane e artistiche, segno della bellezza di Dio», ha continuato don Giuseppe, invitando la sorella Elisa, i fratelli Alessandro e Giovanni, la madre Amelia, la compagna Manuela, l’amico fraterno Paolo «Blodio» Fappani e tutti quelli che gli volevano bene a «camminare sulla strada dell’accettazione». Perché, forse, un giorno riusciranno ad accettare la morte di Paolo. Con sofferenza e rabbia, ma forse lo faranno. Prima o poi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marta Giansanti
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