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09.09.2018

«Pronti alle barricate E i sindaci del Benaco non facciano gli ipocriti»

Lo striscione del Comitato ha aperto la manifestazione di protestaUn migliaio di persone ha marciato contro la discarica Castella 2
Lo striscione del Comitato ha aperto la manifestazione di protestaUn migliaio di persone ha marciato contro la discarica Castella 2

«Questo è solo l’inizio di una battaglia. Se la Provincia autorizzerà la discarica Castella 2 faremo ricorso al Consiglio di Stato e alzeremo le barricate. Siamo pronti a presidiare gli ingressi con picchetti permanenti». Francesco Venturini, coordinatore della sezione Bettole-Buffalora del Codisa, detta l’agenda della mobilitazione iniziata ieri: «Non abbiamo bisogno di altre discariche, ci sono già troppe criticità presenti sul nostro territorio. Mentre l’autorizzazione per la discarica Castella 1 è ancora in stand by al Consiglio di Stato, Garda Uno non ha perso tempo e ha presentato un progetto a latere che provocherebbe un danno irreversibile per il nostro quartiere». La Castella 2, pur ricadendo in territorio di Rezzato, si trova proprio al confine con Buffalora: «Le prime case di Rezzato sono a 2 chilometri - spiega Venturini -, per noi invece significherebbe avere una discarica “in casa”». Il Codisa pressa i politici e gli amministratori: «Ci devono dare il loro sostegno, fare pressing sui sindaci del Garda affinchè desistano da un’operazione che serve soltanto a fare utili da investire sul loro depuratore». Venturini è convinto che sul progetto pesi anche un problema di conflitto di interessi. «La Provincia è socio per quasi il 10% di Garda Uno. É inusuale che chi progetta un impianto sia anche chiamato a decidere se si può fare oppure no. Qui non stiamo parlando di soggetti privati, ma di enti pubblici. I sindaci dovrebbero tutelare la salute di tutti i cittadini, non soltanto di quelli del Garda». «ABBIAMO GIÀ DATO - incalza Galeazzo Galeazzi, presidente pro tempore del Codisa -. Tutto è iniziato negli anni Cinquanta con la prima cava, poi la tangenziale, il bitumificio, ora le due discariche. Senza contare la Ve-Part, dismessa da vent’anni, piena di rifiuti speciali pericolosi, che ha creato problemi di percolato: se si rovina il telo impermeabile ci potremmo trovare di fronte ad una bomba ecologica». A febbraio a Buffalora è stato anche fatto il controllo dell’aria. «Nonostante nel mese del monitoraggio abbia piovuto per 14 giorni e per due abbia nevicato, i valori rilevati del biossido di azoto variavano dai 37 nelle strade meno battute ai 62 all’incrocio del semaforo - spiega Venturini -, quando il valore limite è di 40 microgrammi per metro cubo». In attesa della Conferenza di servizi decisoria, programmata in Provincia per giovedì 20 settembre, «abbiamo già fissato un incontro con Arpa per martedì prossimo e contiamo di sederci al tavolo con Ats prima del 20 - conclude Venturini -. Come detto, per noi questo è solo l’inizio di una battaglia che la comunità di Buffalora non può e non deve perdere». © RIPRODUZIONE RISERVATA

C.REB.
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