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04.10.2016

A piedi alla scoperta del «Carso Bresciano»

Uno dei tanti passaggi mozzafiato del nuovo sentiero
Uno dei tanti passaggi mozzafiato del nuovo sentiero

Alla scoperta del nuovo Sentiero del Carso Bresciano: un percorso lungo quasi 60 chilometri, con 3000 metri di dislivello, che attraversa una decina di Comuni. Tutta insieme, un’impresa non da poco: l’hanno provato, per primi, tre esperti runner bresciani. E ci hanno messo quasi 10 ore. Scarpe da trekking, tenuta sportiva e tanto fiato: sono partiti all’alba, sono rientrati all’imbrunire.

DA REZZATO a Vallio Terme, passando per Botticino, Mazzano, Nuvolera, Nuvolento, Serle, Paitone, Prevalle e Gavardo: questo il «check» del sentiero realizzato in due anni di lavoro dall’Ecomuseo di Botticino e dall’associazione Naturalmente di Rezzato.

Questi invece i tre atleti che l’hanno attraversato per primi: Christian Ceruti di Vallio, Marco Begni di San Felice, Ivan Magli di Calvisano. Adesso manca davvero poco: il sentiero è già stato mappato, inserito nei percorsi del Cai di Brescia (sarà il sentiero numero 930) e pronto finalmente a essere percorso da tutti. Nel dettaglio: dai cucuzzoli di Vallio e Gavardo, la Rocca di Bernacco e il Monte Tre Cornelli, giù per i sentieri del sottobosco fino a Rezzato, tra le vie del marmo e delle cave di Botticino per risalire poi a Serle, attraversando l’altopiano di Cariadeghe fino all’antico monastero, e poi di nuovo giù con una picchiata che riporta verso l’abitato di Vallio. Un sentiero ad anello, di circa 60 chilometri, appunto, che attraversa il territorio di 10 paesi diversi. «Il percorso segnato è in buona misura agevole - fanno sapere dall’associazione Naturalmente - e adatto anche a famiglie con bambini, con presenza di rifugi degli alpini e spazi di sosta, facilmente raggiungibile dai luoghi abitati».

Ovviamente personalizzabile, con tratti brevi o lunghi: a breve sarà disponibile la mappa definitiva, e pure la traccia Gps per gli appassionati.

NEI PROSSIMI mesi sarà ripulito e segnalato con apposita cartellonistica: se ne occuperanno i volontari, foraggiati nei materiali proprio dai dieci comuni direttamente coinvolti, che investiranno 1500 euro ciascuno per la posa di pali e di frecce, oltre che per l’allestimento di bacheche informative all’esterno dei vari municipi.

Saranno gli stessi comuni a occuparsi poi della manutenzione dell’articolato percorso naturalistico. Il primo commento a caldo, da parte dei primi esploratori: soddisfatti, stanchi ma felici. «Aspetteremo la fine dei lavori e poi ci riproveremo - spiegano in coro Ceruti, Begni e Magli - e magari lo faremo pure al contrario».

Alessandro Gatta
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