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20.12.2017

Italcementi promuove innovazione: la tecnologia al servizio dell’ambiente

La nuova sala centralizzata dell’Italcementi a Rezzato
La nuova sala centralizzata dell’Italcementi a Rezzato

Un sito tecnologico e all'avanguardia dove crescita industriale e sostenibilità ambientale non solo convivono, ma sono l'una funzionale all'altra. Questo vuole essere oggi lo stabilimento Italcementi di Rezzato, recentemente oggetto di una radicale operazione di ammodernamento costata all'incirca 180 milioni di euro. Aperto nel 1964, con i suoi 132 dipendenti e le sue 1,2 milioni di tonnellate di cemento prodotte ogni anno, il cementificio rezzatese è oggi uno degli impianti strategici più avanzati del gruppo produttivo, nel quale grazie al lavoro di uno specifico pool di esperti e ricercatori è stato progettato anche il futuristico cemento biodinamico usato per realizzare Palazzo Italia all'Expo 2015. Dopo un lungo confronto con le amministrazioni comunali di Rezzato e Mazzano, terminato con la firma di un protocollo d'intesa nel 2011, Italcementi ha portato avanti negli ultimi cinque anni un'operazione di rinnovamento del sito che ha interessato le due linee di produzione del clinker grigio e bianco, il componente base per la produzione del cemento. I risultati del revamping, attentamente monitorati da una commissione scientifica composta da tecnici esperti, a fronte di un aumento della capacità produttiva hanno evidenziato un miglioramento significativo dell'impatto ambientale del sito. Oltre all'eliminazione dell'olio combustibile e alla riduzione dell'utilizzo di acqua, sono stati posizionati 132 filtri per monitorare e ridurre l'emissione di polveri. IN MERITO alla qualità dell'aria, con due anni di anticipo rispetto alle previsioni, nel 2017 il cementifico ha centrato l'obiettivo di riduzione del 75% delle emissioni totali, in particolare quelle relative al Pm10 e agli ossidi di azoto, mentre sul fronte della sostenibilità estrattiva l'intenzione dell'azienda è di sperimentare anche a Rezzato un concorso di idee per il recupero e il ripristino della biodiversità all'interno delle cave attive. Fiore all'occhiello dello stabilimento è, però, la nuova sala centralizzata, la quale - unica al mondo - monitorata da solo cinque addetti, raccoglie in un unico grande cervello elettronico i dati relativi all'intero impianto, permettendo di prevedere tempestivamente eventuali malfunzionamenti e quindi le manutenzioni necessarie ai singoli macchinari. Un'innovazione inedita che avvia l’impianto Italcementi sulla strada dell'Industria 4.0 nel segno della sostenibilità ambientale. L.REB. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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