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05.07.2017

Pennarello
esplosivo:
pena ridotta
e domiciliari

Il pennarello esplosivo
Il pennarello esplosivo

Sconto di pena in appello e domiciliari per Augusto Piccioli. In primo grado era stato condannato , per la vicenda del pennarello esplosivo, a quattro anni e quattro mesi. Piccioli, difeso dall’avvocato Giovanna Mainetti, al termine del processo d’appello che si è concluso nei giorni scorsi, si è visto la pena ridotta a tre anni e quattro mesi. In primo grado la richiesta dell’accusa era stata di sei anni.

AUGUSTO PICCIOLI si ferì il tre marzo 2016 con un pennarello che gli esplose in mano nella biblioteca comunale di Rezzato. Il ferito venne ricoverato in ospedale e a causa dello scoppio perse due falangi. Spiegò che l’esplosione si era verificata dopo che aveva tolto il cappuccio al pennarello nella biblioteca. Riferì inoltre d’averlo trovato in una busta lasciata nella cassetta delle lettere della propria abitazione. Ma investigatori e inquirenti non gli credettero e nei giorni successivi allo scoppio venne iscritto nel registro degli indagati e arrestato.

Il 69enne, sottufficiale dell’Aeronautica in pensione, secondo chi era impegnato nelle indagini avrebbe fornito versioni ritenute poco convincenti e del materiale trovato nella sua abitazione è considerato compatibile con il pennarello esplosivo. Piccioli ha rilasciato dichiarazioni spontanee spiegando d’essere estraneo al fatto e di non sapere nemmeno da dove si comincia a costruire un pennarello esplosivo. In secondo grado, in ogni caso la pena è stata ridotta e l’imputato ha potuto lasciare il carcere per gli arresti domiciliari in accoglimento di quanto chiesto dal proprio legale.M.P.

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