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11.04.2017

Terremoto, un doppio abbraccio per Preci

La consegna dei contributi nel palasport di Roncadelle
La consegna dei contributi nel palasport di Roncadelle

Le somme raccolte non basteranno a guarire ferite profondissime, ma dimostrano quanto sia importante la capacità di mobilitazione dei privati cittadini; soprattutto quando l’obiettivo è di tipo umanitario. Lo si è capito nuovamente nel sabato sera carico di emozioni che è stato vissuto nel palazzetto dello sport di Roncadelle.

IN CARTELLONE c’era la consegna dei fondi raccolti per sostenere il paese terremotato di Preci, in provincia di Perugia. La serata ha suggellato mesi di iniziative avviate dalle principali associazioni di Roncadelle e Castel Mella in movimento dall’inverno scorso. I gruppi alpini locali, l’associazione Don Chisciotte, l’associazione Roncadelle in Fermento, il corpo bandistico parrocchiale Don Vezzoli e la banda Giuseppe Verdi, gli istituti comprensivi dei due comuni: ecco giusto alcuni nomi di una lista molto più che come capofila ha avuto il gruppo di volontari della protezione civile di Roncadelle e Castel Mella (Copcr), un nucleo che non conosce il concetto di confine e di campanile che è intervenuto in Italia centrale dopo il tragico sciame sismico.

I risultati? Ben 41mila euro sono stati consegnati a una giovane coppia di ristoratori il cui locale, «La Taverna del gusto», si trova all’interno della «zona rossa» del paese di Preci, una cittadina che vanta un ricchissimo patrimonio artistico medievale e che rientra nella classifica dei «borghi più belli d’Italia».

Ma hanno contribuito alla ricostruzione anche i giovanissimi dei due paesi gemellati per questa occasione: gli studenti di Roncadelle e Castel Mella (rappresentati per l’occasione dai due «sindaci dei ragazzi») hanno consegnato più di mille euro da destinare ai lavori di ricostruzione dell’Istituto comprensivo di Preci che sono stati raccolti grazie a vendite di libri e ad altre iniziative.

Tamara Funari, la giovane ristoratrice di Preci presente alla serata col compagno, ha mostrato al pubblico tutta la propria gratitudine con un discorso prevedibimente interrotto più volte da una sincera commozione. Con lei c’era anche il sindaco della cittadina umbra, Pietro Bellini, il quale ha sottolineato che il suo Comune è pronto a rialzarsi; proprio come era già accaduto dopo il terremoto del ’97.

«Forse i riflettori sul centro Italia terremotato si sono già spenti - ha invece ricordato Enio Bertoglio, capo del Copcr - ma per noi è come se l’emergenza non fosse ancora finita».

Francesco Gavazzi
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