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24.01.2018

Un «bonus» sulla tariffa per chi non getta nulla

Eccedenze alimentari: lo spreco può essere disincentivato dalla legge
Eccedenze alimentari: lo spreco può essere disincentivato dalla legge

L’impegno a ridurre gli sprechi alimentari val bene uno sgravio fiscale. Da quest’anno Brescia applicherà tra i primi Comuni in Italia la legge Gadda. Una normativa che da un lato fa chiarezza sulle modalità di cessione delle eccedenze di cibo, dall’altro introduce misure educative e culturali oltre a prevedere specifici finanziamenti. All’articolo 17 poi dà facoltà alle amministrazioni locali di introdurre agevolazioni tariffarie per raggiungere l’obiettivo, ed è proprio questo il punto applicato da Brescia, ipotizzando uno sconto sulla tariffa rifiuti tra il 5 e il 6% per grandi punti vendita e mense che si impegneranno sul fronte della devoluzione. FIN DAL 2003, con la cooperativa Cauto che gestisce 40 associazioni di volontariato, Brescia è particolarmente all’avanguardia nella politica di reimpiego del cibo, trasformazione e redistribuzione alle associazioni del territorio. Nel solo 2016 sono stati mandati a recupero 2 milioni di chili di alimentari dai supermercati, 800mila chili da organizzazioni di produttori, 300mila da aziende, altrettanti da onlus e 6.367 chili dalle mense comunali cittadine dove una cinquantina di volontari risigillano gli alimenti non consumati dai bambini, che vengono entro pochi minuti reimmessi nel circuito della solidarietà. In Italia si stima che lo spreco alimentare per quanto attiene la filiera produttiva sia pari a 3,5 miliardi, cioè un punto percentuale del Pil, con un picco di 16 miliardi inclusi anche gli sprechi dei singoli cittadini. La riduzione della Tari riguarderà soggetti che operano nel campo della distribuzione: grande distribuzione, negozi di ampia metratura (la legge prevede un minimo di 15mila euro di controvalore del devoluto per donazione), mense e grande ristorazione.

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