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18 settembre 2018

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10.09.2018

«La Basilica
restaurata è un
segno di fede»

Monsignor Pierantonio Tremolada benedice la Basilica di Bagnolo Il vescovo di Brescia in preghiera
Monsignor Pierantonio Tremolada benedice la Basilica di Bagnolo Il vescovo di Brescia in preghiera

Cinzia Reboni Il gran giorno, alla fine, è arrivato. Ieri la Basilica di Bagnolo ha svelato alla comunità il suo ritrovato splendore. Ci sono voluti quasi quattro anni di restauri per recuperare i preziosi affreschi del luogo di culto. Un lavoro lungo e complesso, uno dei più imponenti e importanti restyling realizzati in Italia, portato a termine dal restauratore Leonardo Gatti. Un capolavoro d’arte che ieri è stato benedetto dal vescovo Pierantonio Tremolada, al termine della messa. LA PARROCCHIALE dedicata alla Visitazione di Maria Vergine a Santa Elisabetta è «un segno visibile della nostra fede - ha affermato monsignor Severino Chiari, parroco di Bagnolo -: quando entriamo in questo tempio ci sentiamo figli di Dio, abbracciati dalle cose belle. I nostri ragazzi hanno bisogno di segni, di simboli, e in un mondo vuoto e anonimo, queste immagini possono essere di aiuto alle nuove generazioni, essere uno strumento per far crescere la fede che è già dentro di noi». Sul tema della bellezza si è soffermato anche il vescovo. «Non possiamo vivere senza la bellezza, perchè il bello è capace di contrastare ciò che è triste e che ci ferisce. Ciò che è bello ci consola, ci conforta, ci dà speranza. Perchè c’è del bello nella vita, anche se qualcuno o qualcosa tenta in tutti i modi di convincerci che non è così, che passato, presente e futuro non ci riservano niente di buono: troppi pesi, fatiche, sofferenze, malvagità, egoismo». Ma la bellezza salverà il mondo. «DUE PAROLE mi hanno sempre colpito - ha sottolineato il vescovo -: luce e amore. Due termini riassuntivi che ci rivelano il volto di Dio: Lui è luce perchè è amore, e poichè è amore, Dio è luce. Quando si dice luce si dice bellezza, splendore, ciò che affascina e lascia senza parole. Ma il bello da solo non esiste, altrimenti diventa un’altra cosa: una forma di abbaglio, un’illusione che finisce presto. La nostra società - ha analizzato monsignor Tremolada - vive di look e di audience. Tutte cose che passano presto: non è lì la vera bellezza, anche se il mondo la cerca e vi investe continuamente. La bellezza vera è inseparabile dalla bontà e dall’amore, due grandi strade attraverso le quali Dio si fa conoscere al mondo». C’è qualcosa di più bello al mondo della bontà e dell’amore? Cosa rende bella la nostra vita? ha chiesto il vescovo. «Compiere quotidianamente sacrifici per i propri figli, o assistere un malato, non è forse più bello che permettersi di comprare qualsiasi cosa in un centro commerciale o avere l’ultimo modello di cellulare?». AL TERMINE della messa, il vescovo ha impartito ai fedeli la benedizione papale e l’indulgenza plenaria, «con l’augurio - ha detto - che questo tempio, questa chiesa così ben restaurata, vi aiuti ad incontrare la presenza del Signore ogni volta che vi entrate». Un restauro che inorgoglisce anche il parroco. «La Basilica è la casa più grande e più bella di tutta la nostra città - ha affermato monsignor Chiari -. Un edificio che dice bellezza architettonica e artistica, e non solo, ma molto di più. Le parole, anche le più armoniose, passano presto; sono necessarie opere concrete che parlino un linguaggio facile, bello da vedere, comprensibile da tutti coloro che desiderano ascoltare, per capire un frammento del mistero del vivere». «Un investimento, un capitale lasciato ai figli», lo definisce monsignor Chiari, che si appresta a congedarsi dalla comunità di Bagnolo, «affidando questo importante patrimonio artistico, culturale e spirituale» al nuovo pastore, don Faustino Pari. •

Cinzia Reboni
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