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venerdì, 15 dicembre 2017

Adro e la tangenzialina:
«Subito un referendum
per salvare il Santuario»

Il Santuario della Madonna della Neve di Adro (BATCH)

Un referendum popolare sulla tangenziale Adro-Torbiato, simile a quello che ha affossato l’ampliamento del centro commerciale «Le Porte Franche» di Erbusco. L’idea è stata lanciata al termine dell’incontro organizzato da «Idea Civica» nell’aula magna della scuola Madonna della Neve, al quale hanno partecipato più di 150 persone. Iniziata attorno alle 21, l’assemblea pubblica si è conclusa pochi minuti prima della mezzanotte.

NEL CORSO della serata è stata ripercorsa la storia del progetto contestato. Partendo dalla prima ipotesi approvata dal Consiglio comunale nel 1972 e arrivando fino alla modifica del tracciato contenuta nel Pgt del 2012, approvata dal sindaco Oscar Lancini e inserita nel programma di mandato da Paolo Rosa. I dettagli dell’opera e i possibili effetti sul territorio sono stati illustrati dall’urbanista Gianfranco Gafforelli, che ha delineato i contorni dell’ipotetico impatto sull’ambiente di una strada larga oltre 12 metri, che supera un dislivello di 55 metri e parte a 150 metri dal santuario per confluire poi in via Nespolo, a 250 metri dalla SP XI, dopo 2,5 chilometri. Giulia Traversi e Giordano Colleoni hanno dato conto dell’investimento inserito nel piano triennale delle opere dalla maggioranza e che comporta una spesa 3,3 milioni. «La tangenziale non è utile, non è necessaria, non è indispensabile». I due consiglieri comunali hanno dunque proposto la convocazione di un referendum sull’opera.

«LO STRUMENTO del referendum è previsto dallo statuto comunale del 2001, dopo la nostra richiesta e tre solleciti la maggioranza non ha ancora deliberato il regolamento». Padre Gigi, docente della Madonna della Neve, dopo aver ricordato che il santuario è un luogo di serenità e di pace, ha concluso: «Mi auguro che nel 2019, nel quinto centenario del miracolo della Vergine, la Giunta si sia mossa per salvaguardare questo luogo sacro». L’ingegner Gianluigi Zanetti, del Comitato 1519, che raccolse oltre tremila firme contro il progetto inserito nel Pgt, ha spiegato che il ricorso al Tar è fermo da tre anni, «perché non essendoci nessuna delibera di inizio lavori il giudice non si può esprimere».

Michele Parzani: «Ero nella Lega Nord quando promise di costruire il collegamento, 250 metri, tra l’area industriale e il casello della A4 di Palazzolo: questo progetto nasconde qualcosa di poco chiaro». Chiudendo l’incontro Traversi e Colleoni hanno ringraziato i frati che «concedendo la sala hanno permesso ai cittadini di venire a conoscenza della situazione». Idea Civica continuerà la sua battaglia mettendo a disposizione su internet tutti i documenti e gli atti dell’Amministrazione riguardanti la tangenziale.G.C.C.