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22.02.2019

Il processo a Lancini è da rifare In aula tornano anche gli assolti

Riparte da zero il processo contro l’ex sindaco Oscar Lancini
Riparte da zero il processo contro l’ex sindaco Oscar Lancini

Nuovo colpo di scena per il processo ad Oscar Lancini, ex sindaco di Adro ed europarlamentare, e altri 8 imputati, condannati in primo grado a vario titolo per turbativa d'asta nella realizzazione dell'area feste e del centro polifunzionale di Adro. SI RIPARTE da zero, ma questa volta anche per gli imputati assolti e per i quali la sentenza è passata in giudicato: 21 persone tra amministratori pubblici, imprenditori, rappresentanti di aziende che dovranno tornare in aula. Lo ha deciso ieri il giudice Roberto Spanò pronunciandosi sull'eccezione sollevata dall'avvocato Gianbattista Scalvi a cui si sono associati gli altri difensori, nel corso della prima udienza del processo «bis» iniziato il 24 gennaio 2019 dopo che la corte d'appello, lo scorso marzo, ha annullato la sentenza di primo grado perché il consiglio dei giudici non si era ritirato in camera di consiglio prima di leggere il dispositivo. Una sentenza che aveva condannato Lancini a tre anni, l’attuale sindaco di Adro Paolo Rosa a un anno, due per l’assessore Giovanna Frusca e 1 anno e 6 mesi per l’assessore Lorenzo Antonelli. Lancini, inoltre, non era stato condannato solo per il reato collegato all’appalto, ma anche per falso, con riferimento a una delibera di Giunta. Altre condanne erano state inflitte ad Alessandro Cadei, Emanuele Casali, Christian Longhi, Leonardo Rossi, Anna Rita Piccioli. Tutte pene sospese ad eccezione di quelle nei confronti di Rossi e Lancini. Il 24 gennaio Scalvi aveva eccepito che ci sono condanne anche per uno solo dei capi d'imputazione. Quindi così come le sentenze d'assoluzione sono passate in giudicato, lo stesso vale per i capi d'imputazione che non sono stati impugnati. Spanò aveva aggiornato l'udienza a ieri, quando è arrivata la decisione: rinvio a nuovo ruolo per tutti, «a prescindere dal contenuto del verdetto – di assoluzione o condanna – emesso da un giudice ritenuto «incapace» e «mutevole». «Un'ordinanza assolutamente strana per le motivazioni e a mio giudizio infondata in diritto» ha commentato l'avvocato Scalvi fuori dall'aula. Il nuovo processo sarà celebrato in data ancora da definire. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paola Buizza
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