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lunedì, 11 dicembre 2017

Tiro su Rosa e Lancini
«Giunta delegittimata»

Adro non rischia le elezioni anticipate. Ma dopo la condanna in primo grado del sindaco Paolo Rosa e di altri due componenti dell’esecutivo leghista per i presunti appalti truccati per accelerare la costruzione dell’area feste, si pone un problema di legittimità per così dire morale dell’Amministrazione civica.

LO SOSTENGONO le minoranze che auspicano un passo indietro spontaneo di Rosa e Lancini. «Aspettiamo che i vertici della maggioranza vengano a riferire in aula della sentenza nel corso del Consiglio comunale di giovedì ma c’è un problema di credibilità degli amministratori che non si può ignorare», ribadisce Giulia Traversi capogruppo di Idea Civica.

Mantiene un basso profilo anche Luca Belloli dell’altra lista di opposizione «Insieme si può». «Non calvalcheremo le condanne degli amministratori per cercare di dare la spallata alla Giunta - osserva -. Nel pieno rispetto dei ruoli e delle prerogative istituzionali, aspettiamo che la prefettura valuti la situazione. Il processo ha comunque dei risvolti politici che dovranno essere affrontati in Consiglio comunale».

Il segretario del Pd di Adro Silvio Ferretti, si limita ad osservare che «fra i nove condannati figurano quattro membri della maggioranza della Lega Nord che governa il paese. Il processo era legato a episodi inerenti l’attività amministrativa, una circostanza che deve far riflettere. Il giudice ha riconosciuto la falsità di una delibera di Giunta, un aspetto destinato a minare la fiducia negli atti ufficiali e pubblici. Gli allora consiglieri di minoranza che avevano segnalato le irregolarità, non erano dunque “infami“, facevano il proprio dovere controllando l’attività amministrativa».

FERRETTI SAREBBE favorevole a una mozione di sfiducia chiedere le dimissioni. Ritengo però che la via d’uscita più costruttiva sarebbero le dimissioni delle persone coinvolte nella vicenda. Oltre a rasserenare il clima politico amministrativo - continua il segretario del Partito Democratico -, gli amministratori condannati avrebbero un maggiore margine di manovra per difendersi nei successivi gradi. La sentenza se confermata fino al terzo grado -avverte Ferretti - sarà una vittoria della giustizia e non delle fazioni politiche che si oppongono alla Lega Nord. Guai se passassel’idea che si è trattato un processo politico». Se il sindaco Paolo Rosa ha annunciato che si pronuncerà in occasione del Consiglio comunale, Oscar Lancini non intende gettare la spugna. «Ho operato per il bene della comunità senza commettere violazioni o reati -afferma il vicesindaco condannato a tre anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici -: andrò fino in fondo per dimostrare la mia innocenza, anche alla Corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo, se sarà necessario». G.C.C.