Questo sito web utilizza i cookie anche di profilazione al fine di migliorarne la fruibilità. Continuando ad usufruire di questo sito, l'utente acconsente ed accetta l'uso dei cookie. Informazioni
sabato, 16 dicembre 2017

Aspettando il test del dna
Marone piange già Riccardo

Riccardo Salvati aveva 52 anni (BATCH)

Solo la prova del dna definirà se il corpo recuperato giovedì dalle acque del Sebino tra Marone e Sale Marasino è di Riccardo Salvati, il 52enne di Marone scomparso in luglio. Il cadavere - che ora si trova all’obitorio del Civile a Brescia - non è stato riconosciuto dai parenti: i quasi tre mesi passati sott’acqua hanno influito molto sulle sue caratteristiche fisiche, rendendo praticamente impossibile qualsiasi comparazione. I dubbi però, poco a poco, lasciano spazio alle certezze: una parente avrebbe riconosciuto l’abbigliamento indossato dall’uomo, e detto molto chiaramente, non si hanno notizie di altre persone scomparse nel Sebino, nella zona tra Marone e Sale Marasino. Il corpo era riaffiorato nella tarda mattinata di giovedì, a circa 200 metri, verso sud, dal punto in cui si erano protratte le ricerche nei giorni successivi la scomparsa di Riccardo Salvati: la corrente l’aveva trascinato fino alla riva, a ridosso delle due strutture commerciali sulla Via Cristini che collega i due Comuni.

I Vigili del fuoco l’hanno quindi recuperato e trasportato in città, per l’esame autoptico, che servirà a chiarire le cause del decesso. Intanto, anche sui social, sono in tanti a dare il virtuale addio all’amico, un altro segno che si possa trattare di Salvati. La sua auto era stata trovata in un parcheggio, mentre una donna segnalò alla stazione dei Carabinieri di avere udito un tuffo in acqua. Questi elementi fecero aprire le ricerche, chiuse però una settimana più tardi.A.ROM.