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domenica, 22 ottobre 2017

Casa Bau, spuntano presunti maltrattamenti

Luciano Alpino con i cani (BATCH)

Sono bastati due video su Facebook per far cadere Luciano Alpino dal trono che gli era stato affidato in quanto salvatore di cani disabili grazie a «Casa Bau» di Rovato, un piccolo rifugio per animali, difficili da dare in adozione, aperto nell’agosto 2016.

Qui Luciano e i volontari si prendono cura di una decina (ora sono 13) di animali che arrivano in pessime condizioni, curati e assistiti e qualcuno viene attrezzato con un supporto per i propri handicap, come i carrellini ortopedici che Luciano costruisce o regala a chi non può permettersi di spendere diverse centinai di euro per acquistarne uno. Il tutto in cambio di un grazie ed eventualmente una donazione volontaria.

Ma nei giorni scorsi, a seguito di una lite all’interno del direttivo in occasione della chiusura del bilancio, la ex vice presidente, oltre ad aver sporto denuncia fiscale ai carabinieri per ammanco di soldi, ha pubblicato un paio di video che accuserebbero Luciano di maltrattamenti. Oltre alle immagini diventate virali, sembra siano partite diverse denunce nei confronti del presidente dell’associazione che annuncia di essere disposto a fare un passo indietro, chiudere o lasciare tutto in mano alle volontarie.

Roberto Montalbano, vice presidente di International Animal Protection League – Italia Onlus, ha vissuto sulla propria pelle una brutta esperienza con Alpino, lo ha denunciato e ora chiede chiarezza. «Ho affidato Maya, un incrocio con un Terranova, a Luciano dopo averla strappata da un maltrattamento - racconta l’animalista - affidata a Casa Bau, è scappata dopo tre giorni. Prima mi viene detto che è stata travolta da un treno, poi che è morta avvelenata. Inoltre, per riavere la carcassa per l’autopsia ho dovuto far intervenire carabinieri e Ats. Inizialmente l’ho sostenuto, ora stiamo scoprendo di tutto».

Il vicepresidente dell’associazione animalista non vuole che il rifugio venga chiuso, ma chiede che Alpino sia allontanato in modo da tutelare i cani in difficoltà. Il fondatore del rifugio nega tutto e parla di un complotto per affossarlo. «Non ci sono mai stati maltrattamenti. Chiunque può venire a Casa Bau - replica Alpino - hanno strumentalizzato i video dove io stacco due cani che si stanno azzannando: sono disabili ma la bocca ce l’hanno buona. Mi stanno accusando di tutto, ma dalla mia ho 80 mila persone che mi seguono sui social. Sto pensando di chiudere, non lo faccio solo perché i cani andrebbero a morire in canile. Quello di Maya è stato un incidente - spiega - purtroppo è scappata e ha mangiato del veleno per i topi. I Nas dopo quel caso hanno dichiarato di aver trovato cani ben tenuti e nutriti». E in merito agli ammanchi? «I conti sono a posto. C’è da chiarire una questione sui pagamenti di Paypal che comunque gestiva la vice presidente». Luciano si chiede come mai i video incriminati, registrati a marzo, siano stati diffusi solo ora, ma in realtà la ex vice assicura che erano già da tempo nelle mani delle autorità, poi messi in rete in seguito alle recenti accuse. M.BEN.