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17.10.2017

Ancora fiamme tra i rifiuti:
montano paura e indignazione

Vigili del fuoco in azione accanto alle «montagne» di organico
Vigili del fuoco in azione accanto alle «montagne» di organico

È di nuovo allarme «fuochi» a Chiari. Ieri mattina un nuovo incendio ha avvolto i cumuli di rifiuti organici della Staf, azienda specializzata nel trasformare in compost scarti di produzione e domestici. Un incidente che arriva a nemmeno una settimana dall’episodio avvenuto sempre qui l’11 ottobre.

IERI MATTINA il rogo è scaturito verso le 7, con colonne di fumo che hanno ripreso ad alzarsi, visibili da centinaia di metri. Questa volta il rogo è stato minore rispetto alla scorsa settimana, ma i Vigili del fuoco di Chiari hanno comunque dovuto lavorare fino alle 11, con la collaborazione della proprietà che ha smassato con i propri mezzi i cumuli di «organico» che avevano preso fuoco.

Inferociti i residenti che adesso preparano una petizione per chiedere l’interruzione delle lavorazioni. «È inaccettabile una situazione del genere - spiegano alcuni vicini dell’impianto -. Ormai è una routine ed è scandaloso che nessuno faccia niente. Le autorità sanitarie dove sono? Un incendio ogni settimana: è normale? Chiediamo che intervenga la magistratura».

INTANTO la Giunta comunale di Chiari ha preso di petto la vicenda e ieri ha riunito una seduta per discutere di possibili soluzioni: «In primis - ha spiegato l’assessore Lucia Baresi - chiederemo un potenziamento dei sistemi antincendio e della sorveglianza».

Fra i numerosi cittadini esasperti, si sfoga anche Daniele Bulgarini, tra i residenti di via Vecchia per Pontoglio: «A me hanno fatto togliere due asini - spiega - per ragioni igienico sanitarie. Ho un allevamento intensivo a pochi metri e un incendio alla settimana qui vicino. Sì, anche io chiedo che la magistratura legga i giornali e prenda spunto per intervenire sulla questione».

In Comune anche l’opposizione incalza e continua a presentare interrogazioni. Roberto Campodonico ricorda che «l’impatto ambientale e il costo delle continue chiamate ai Vigili del fuoco ricade interamente sulla collettività».

Massimiliano Magli
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