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lunedì, 11 dicembre 2017

Case Aler
in degrado:
tensione
e proteste

Le case Aler di via Tito Speri (BATCH)

È tensione alle stelle per gli alloggi Aler di via Tito Speri, dove è polemica costante a partire da quando, un anno fa, un alloggio popolare era stato assegnato a una famiglia di Sinti, provenienti dall’ex campo nomadi di via Roccafranca.

A parlare di «situazione esplosiva» e di ripetuti episodi di degrado e di paura sono alcuni residenti clarensi, alcuni dei quali avevano investito i loro risparmi per riscattare in proprietà le case Aler. Un anno fa la prima protesta dei residenti per una lite con vetri rotti nella scala condominiale. Poi c’erano stati altri episodi, con l’intervento dei Servizi sociali e della Polizia locale.

«Siamo esasperati - dice Mariangela Farimbelli -. Qui sono intervenuti vigili urbani, carabinieri anche l’Amministrazione comunale ma non è possibile in alcun modo risolvere la grave situazione che stiamo vivendo, con un degrado che sta facendo precipitare persino il valore dei nostri immobili».

Nei giorni scorsi nuovamente sono stati riscontrati incidenti con minacce, vetri rotti e porte demolite, sporcizia diffusa. Persino gli assistenti sociali vengono respinti dalla famiglia, mentre nell’appartamento vengono accolti anche ospiti che non sono previsti dal regolamento di assegnazione».

SULLA VICENDA il consigliere comunale Roberto Campodonico (Lega Nord) è intervenuto chiedendo che «il Comune proceda quanto prima a segnalare all’Aler le violazioni denunciate dai residenti. È assurdo che i diritti degli altri residenti siano violati in modo tanto palese». Il Comune ha assicurato di seguire da vicino, anche con la Polizia Locale, la vicenda, fermo restando che la delicatezza di un eventuale allontanamento richiede tempi e procedure complesse. M.MA.