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03.11.2017

Dopo gli incendi la puzza
I residenti esasperati
puntano il dito sulla Staf

Uno degli incendi alla Staf di Chiari: ora il problema è l’odore
Uno degli incendi alla Staf di Chiari: ora il problema è l’odore

Prima i roghi alla Staf, che si sono ripetuti a stretta frequenza, ora una puzza insopportabile che torna, dopo le petizioni presentata anni fa sempre in tema di inquinamento olfattivo.

NON C’È PACE per i residenti del Santellone, che nelle scorse ore hanno nuovamente interpellato il Comune per chiedere un intervento concreto a tutela della loro salute, il tutto estendendo le loro richieste anche ad Asl e Arpa affinché mettano mano «a una situazione ormai insostenibile, tanto è insopportabile la puzza che si sprigiona regolarmente da questo impianto per non parlare dei continui roghi».

Tra i sostenitori di una nuova petizione c’è il residente Daniele Bulgarini, che ha anche filmato e fotografato alcune dinamiche di gestione dell’impianto. «Nelle scorse notti – spiega – l’aria si era fatta irrespirabile. Poi ci siamo accorti che l’impianto del biogas veniva fatto sfiatare con modalità a dir poco discutibili. Ecco da dove arriva la nuova puzza: viene rilasciata ad alta pressione in atmosfera e questo non ci pare il modo per rispettare l’ambiente e la salute pubblica».

Il Comune dal canto suo ha già assicurato un intervento urgente per «asseverare il rispetto dei protocolli di sicurezza della società e raccogliere tutte le testimonianze dei residenti».

L’ASSESSORE all’ambiente Domenico Codoni ha ricordato che «nei giorni scorsi il Comune era intervenuto anche per ovviare al problema viabilistico, sistemando una serie di sensi unici al fine di allontanare dalle abitazioni e dalle strade più strette il traffico pesante diretto all’impianto. In ogni caso conosciamo le criticità del sito e abbiamo per questo voluto fissare dei paletti. La sorveglianza resta massima».

Ma ora le nuove foto sugli sfoghi notturni del biogas fanno sorgere nuovi dubbi sulle modalità di gestione di un impianto sulla cui esistenza hanno scritto e raccolto petizioni decine di cittadini già a partire da oltre dieci anni fa. Nulla è tuttavia cambiato, anzi, in fatto di roghi il numero di chiamate ai pompieri per «montoni» di terriccio che prendono fuoco è addirittura cresciuto in modo esponenziale. M.MA.

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