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lunedì, 18 dicembre 2017

La «febbre da Palio» accende la piazza

Atleti e dirigenti di Marengo: quest’anno è la formazione da battere nella sfida di corsa fra le Quadre (BATCH)

Sale la tensione a Chiari, per l’avvicinarsi della tanto attesa corsa del Palio, in programma per domani sera alle 22. La partenza e l’arrivo come al solito avverranno in piazza Zanardelli, che sarà interamente circondata da transenne e tribune, se si eccettuano le vie di fuga verso in uscita (via Garibaldi) e in ingresso (via Bettolini).

La grande favorita resta la quadre di Marengo, forte di sette vittorie consecutive, ma il nuovo regolamento rende più incerto il risultato, avendo stravolto la prassi che consentiva a studenti e atleti iscritti ad associazioni e scuole di Chiari ma non residenti di partecipare alla gara. D’ora in poi servirà infatti una residenza a Chiari da almeno due anni, mentre gli atleti e gli studenti fuori sede saranno esclusi.

«UNA SCELTA per rendere più clarense la gara - ha spiegato l’assessore al Palio Laura Capitanio - e allo stesso tempo tentare di rendere più agguerrita la competizione, che negli ultimi anni ha avuto un andamento quasi scontato».

Intanto si conferma di successo il concertone del mercoledì: Roberto Vecchioni ha visto circa 4000 spettatori raggiungere la piazza.

Tornando alla gara: i distacchi di Marengo, complice la formazione atletica di Francesco Fattori, sono stati sinora notevoli, così che il senso della competizione è stato di fatto spazzato via.

Ma prima dell’evento, un altro spettacolo interesserà la piazza, che accoglierà la tradizionale e suggestiva sfilata storica, realizzata dalle quattro quadre di Cortezzano, Marengo, Villatico e Zeveto.

Quest’anno si renderà omaggio all’abate Antonio Morcelli (1737-1821): ricorre il bicentenario della fondazione alla biblioteca che da lui ha preso il nome e che oggi è tutt’uno con la pinacoteca Repossi in seno alla fondazione di via Varisco, la Morcelli-Repossi, appunto.

I QUADRAIOLI ricostruiranno la vita del principe della cultura clarense. Nominato sacerdote nel 1768, diventa gesuita nel 1771. Poco dopo venne chiamato a Roma come bibliotecario nella famiglia Albani.

Negli anni successivi si dedica a scrivere opere e libri sugli argomenti più diversi: dalla scienza epigrafica, allo studio dell’antica liturgia cristiana, a odi e poesie sullo stile di Orazio. Nel 1790 il Consiglio dei Quaranta di Chiari lo chiama per diventare prevosto. Sotto l’occupazione francese, Morcelli venne persino multato perché considerato filoaustriaco, ma la sua cultura finì per essere apprezzata persino da Napoleone. A lui il merito di aver condotto a Chiari le reliquie dei patroni Faustino e Giovita (1792).