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07.01.2018

Levi «sfratta» dal parco i caduti di El Alamein Ed è subito polemica

Primo Levi «sfratta» dalla toponomastica i caduti di El Alamein e a Palazzolo è subito polemica. Dopo il «brusio» serpeggiato sui social e qualche timida perplessità espressa da membri delle associazioni d’Arma, ora il caso è diventato politico. «La decisione di modificare l’intitolazione del parco di Palazzolo appare come ideologica e strumentale sia da parte dell’esecutivo, che della prefettura che non dovrebbe prestarsi alla furia iconoclasta del Pd», rimarca Fabio Rolfi vice capogruppo in Regione della Lega. «OVVIAMENTE – precisa il segretario del Carroccio di Palazzolo Alessandro Neè – il problema non è certo l’intitolazione a un personaggio di rilievo e degno di trovare cittadinanza nella toponomastica del paese come Primo Levi. L’omaggio poteva però essere legittimamente fatto per un nuovo parco o una via, senza dover ricorrere alla cancellazione dei caduti di El Alamein. A prescindere dal giudizio storico sul ventennio - continua il segretario della Lega di Palazzolo -, si è cancellata la memoria dei caduti italiani in quella sanguinosa battaglia, dove i ragazzi di allora sono morti, dimostrando valore in condizione di inferiorità numerica e male equipaggiati». A far discutere è anche la circostanza che ad El Alamein morì anche un soldato di Palazzolo. «Non ci stupisce che l’input sia arrivato da una Giunta del Pd - incalza il consigliere regionale Fabio Rolfi -, quello che lascia quantomeno perplessi invece è che la Prefettura, che dovrebbe rappresentare un ente terzo, si presti a questo genere di operazioni, anziché tutelare la memoria, il sacrificio e la storia delle forze armate. Purtroppo si vuole continuare a perseguire una visione ideologica di scontro, contrapponendola a una più matura logica di memoria condivisa». LA LEGA si prepara a una mobilitazione per protestare contro la decisione che avrà come momento qualificante un’iniziativa per commemorare i caduti di El Alamein. R.PR. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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