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07.12.2017

Morte sul cantiere Tem Arrivano tre condanne

Klodian  Elezi: aveva solo 21 anni
Klodian Elezi: aveva solo 21 anni

Si è concluso con una condanna a un anno e 8 mesi di carcere, due patteggiamenti rispettivamente a un anno e 4 mesi e un anno e 2 mesi di reclusione, e con il rinvio a giudizio di tre imputati, tra i quali due società, il procedimento sulla morte di Klodian Elezi, un operaio di 21 anni di origini albanesi che viveva a Chiari. Il giovane lavoratore era precipitato da un’altezza di 100 metri in un cantiere della Tem, la tangenziale esterna di Milano. Ieri il gup, accogliendo la ricostruzione del pm, ha ritenuto responsabili di omicidio colposo il legale rappresentante (condannato in abbreviato) della Iron Master, la subappaltatrice dell’impresa affidataria dei lavori, e cioè di Vezzola spa, della quale un dirigente e un geometra hanno patteggiato, mentre il legale rappresentante è stato mandato a processo. Il giudice ha anche disposto il dibattimento, al via davanti alla nona sezione penale del Tribunale il 6 febbraio, delle stesse Vezzola e Iron Master. Entrambe le aziende sono bresciane. Secondo le indagini, il giovane, che viveva a Chiari, è precipitato mentre, all’interno di una galleria, stava smontando un ponteggio privo di parapetti. Inoltre, aveva scritto il pm, «le due società avrebbero tratto vantaggio», in quanto non avrebbero dato in dotazione al giovane i dispositivi per la sicurezza personale come cinture, sistemi di aggancio e casco. Il lavoratore non avrebbe frequentato alcun corso di formazione sul montaggio dei ponteggi. I genitori del 21enne, che ha perso la vita per «negligenza, imprudenza e imperizia» dei suoi datori di lavoro, sono stati risarciti in sede civile dall’assicurazione. •

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