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28.08.2018

Ospedale senza batteri: per il «Mellini» di Chiari la difesa è all’avanguardia

L’impianto di «schock termico» dell’ospedale Mellini di Chiari
L’impianto di «schock termico» dell’ospedale Mellini di Chiari

Costruito da una decina di anni, l’ospedale Mellini di Chiari è uno dei pochi progettati secondo le «Linee guida antilegionella 2000», con un impianto idrico che impedisce la vita al batterio. IL SISTEMA di produzione e distribuzione dell’acqua è insuperabile per l’agente della legionella, che si sviluppa tra i 25 e i 40 gradi, sfruttando acqua calda e climatizzazione. Il batterio, di un micron per cinque, rallenta la sua proliferazione a 45 gradi, la ferma a 50 ma viene distrutto oltre i 60. Il sistema impiantistico del Mellini, voluto dallo scomparso direttore generale Gabriele Tonini, che era medico legale, consente lo shock termico che elimina le legionelle innalzando di colpo la temperatura dell’acqua a 70 gradi nelle reti di distribuzione. Come è più che opportuno, poiché la legionellosi può provocare la morte di soggetti immunodepressi, come anziani e bambini in tenera età, o già indeboliti da malattie come cancro, diabete ed emopatia. L’impianto, dall’acquedotto a tutte le utenze interne, non si limita a garantire acqua calda sicura, ma dispone di una riserva di 50.000 litri di acqua fredda in serbatoi chiusi in acciaio inox e con un trattamento elettrochimico dei circuiti. La difesa è completata da bollitori in acciaio smaltato, tubazioni tutte in rame, che inibiscono la formazione di batteri, con trattamento a ultravioletti sulla tubazione di ritorno. L’UMIDIFICAZIONE dell’aria, utilizza vapore pulito, distribuito con tubazioni in acciaio Inox e canalizzazione rivestita in alluminio e con superficie interna liscia per facilitare la pulizia. L’aria del Mellini viene riscaldata e raffreddata con una rete di canali che la ricambiano in ogni ambiente, con filtri a ricambio programmato. Nelle sale operatorie l’aerazione ha doppi ventilatori, con un sistema servocomandato. La climatizzazione nelle sale operatorie, infine, è garantita da due distinte unità. Non sono «precauzioni», non si può parlare di ridondanza dei sistemi: è così che deve essere, per un’ospedale a prova di legionella.

G.C.C.
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