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21.10.2017

Va in soffitta la storica rivalità:
i pensionati si mettono insieme

Il gruppo dei fondatori della nuova associazione di Chiari
Il gruppo dei fondatori della nuova associazione di Chiari

Si odiavano come le squadre impegnate in un derby. Incrollabili nel loro proposito di non mescolarsi, fondersi, condividere lo statuto. E così a Chiari le due associazioni dei pensionati erano diventate P1 e P2, con uan denominazione scherzosa ma neanche tanto, visto che le rivalità erano forti.

OGGI DIVENTANO una famiglia unica, su disposizione del Comune di Chiari, dopo un paio di anni di studio. La nuova realtà si chiama «Il Faro 50.0»: già a luglio c’era stata la formale costituzione, mentre ora debutta anche a livello operativo, subentrando nelle attività attualmente svolte dalle due associazioni, che proseguiranno nella loro attività fino al 31 dicembre. Un nuovo soggetto che va nella direzione, auspicata anche dall’Amministrazione comunale, di poter vedere nascere sul territorio un attore unico sul tema attualissimo della terza età. «Il Faro 50.0» ha sede al 33 di viale Bonatelli, nei locali attualmente in uso dal Giudice di pace, non appena sarà ultimato il trasferimento di quest’ultimo al piano terra del Municipio. Per questa prima fase i soci fondatori hanno nominato un Consiglio direttivo provvisorio in carica fino al 31 dicembre 2018 e che si occuperà dell’organizzazione della nuova associazione, compresa la raccolta delle adesioni (tesseramento 2018) e delle iniziative che verranno proposte.

Sarà poi compito dell’Assemblea dei soci nominare il Consiglio direttivo definitivo, alla fine del prossimo anno. L’attuale Consiglio è composto dal presidente Elia Facchetti e dai vicepresidenti Bruno Saleri e Marino Vezzoli: entrambi diretta espressione delle due precedenti associazioni dei pensionati. Oltre a loro sono nel direttivo Giovanni Cinquini (Segretario), Leonilde Conti, Rita Frattini, Faustino Ramera, Agostino Vezzoli e Angelo Vezzoli.

«Il Faro 50.0» svolgerà attività di volontariato operando nel settore dell’assistenza alle persone svantaggiate e in difficoltà, della promozione della cultura e dell’arte e delle attività per il tempo libero e di attenzione e valorizzazione dell’ambiente, rivolgendosi non solo ai pensionati, ma anche a tutti coloro che, pur essendo ancora impegnati nel mondo del lavoro, o non avendo ancora raggiunto i requisiti pensionistici, sono interessati a partecipare alle attività che verranno di volta in volta organizzate. Il requisito anagrafico stravolge le regole precedenti: basta essere over 50. In pratica viene accolta la filosofia dell’Associazione pensionati e amici che apriva anche a simpatizzanti non pensionati o non ancora over 60 la partecipazione alle attività del gruppo. Non così invece per l’Associazione pensionati che imponeva l’età e la qualifica di pensionato.

Massimiliano Magli
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